Una ronda non fa primavera
Il ministro dell’Interno prossimo venturo, Roberto Maroni, ha le idee chiare. Le ronde padane sono un modello da esportare: ronde emiliane, laziali, liguri, siciliane. Ci saranno gruppi improvvisati di “poliziotti” paesani, condominiali, interpoderali. Ognuno con la sua bella spranghetta e la sua giustizia pret-à-porter. Il nuovo modello di sicurezza della microciviltà globalizzata italiana è la distribuzione equanime della capacità offensiva. Per difendersi da ciò che sembra troppo grande ci si affida al troppo piccolo.
I cittadini, insomma, scendono in campo: come il loro premier.
Una ronda non fa primavera, due, tre… fanno inverno, gelo, buio, paura.
Non si può dire che non c’era da aspettarselo.


23 febbraio 2009 alle 00:19
[...] (naturalmente) di vigilare sulla pubblica sicurezza. Poi mi è stato fatto notare che ne avevamo già parlato (naturalmente). E’ molto sgradevole trovare conferme travestite da rimedi ai propri [...]
6 marzo 2009 alle 20:10
una ronda non fa primavera, ahimè, verissimo. C’è una cosa che mi turba, che tutti credano il contrario, Botticelli compreso…
http://riciardengo.blogspot.com/2009/03/una-ronda-non-fa-primavera-ma.html
23 marzo 2011 alle 15:09
[...] suoi comizi ha sempre parlato di mitra, pallottole e fucili) e il suo essere stato promotore delle ronde padane. Insomma la più pressante azione anti-bellica nel nostro Paese l’ha fatta uno al [...]