La politica del rigore

Notizia: negli Usa il totale del raccolto delle piantagioni di marijuana ha un valore doppio rispetto a quello del grano. Cause ed effetti sono spiegati negli articoli di cronaca. Per quanto mi riguarda è l’occasione di catapultarmi nel ring, eternamente affollato, della questione delle droghe leggere. Sono della generazione di quelli che hanno visto troppe persone attaccarsi alla bottiglia di Vecchia Romagna pur di “crearsi un’atmosfera”. Qualcuno invece si faceva una canna. L’unica differenza tra gli uni e gli altri è che i primi andavano al bar (o al supermercato), pagavano e si stonavano beatamente. Gli altri facevano lo slalom tra brutti ceffi, pagavano col rischio di essere rapinati e si stonavano col terrore della polizia. Ieri ed oggi la politica del rigore stabilisce di fatto il primato della bottiglia sul fumo. Sono tutt’e due pessime (ripeto pessime) abitudini, da scoraggiare. Ma trattare da criminale un ragazzo con qualche spinello addosso e non fare lo stesso con chi si aggrappa alla bottiglia è da ubriachi. O da fumati.
  

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