Un’azienda italiana che produce auto col sussidio dello Stato, che è sopravvissuta al ciclone di Tangentopoli e a certe scelte interne fallimentari, si sveglia un giorno nuda e pura e decide di far valere i propri diritti di azienda nazionale, orgogliosa e cazzuta, quindi chiede venti milioni di euro ad Annozero per aver parlato non troppo bene di una sua autovettura e giura che quei soldi, che saranno devoluti in beneficenza, sono dovuti perché è stata lesa l’immagine e l’onorabilità dei suoi dipendenti (che non sono nemmeno italiani, ma dell’est europeo), quindi il nuovo piano della Fiat consiste nel farsi finanziare campagne di investimenti all’estero dalla televisione di Stato italiana, facendo finta di essere vittima di chi è in realtà la vera vittima, praticamente una sindrome di Stoccolma alla rovescia.

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