Ambiente e dementi


Le notizie ecologiche sono tali solo se sono foriere di disastri incommensurabili o se hanno termini di paragone assoluti. Coi mezzi d’informazione funziona così: o c’è una sciagura imminente perché qualcuno ha turato lo scarico di una diga oppure l’estate torrida (sempre quella che si avvicina) è “la più calda del secolo”. Eppure gli scienziati ci hanno insegnato che il tempo, persino nell’universo limitato che ci ospita, va misurato in secoli, millenni. E il tempo è puntuale.
Fateci caso. C’è un’esplosione di emergenze rifiuti, dopo Napoli, in tutta Italia. Ma per riempire (e colmare) una discarica ci vogliono anni. Gli anni, dal momento che fanno squadra col tempo, sono puntuali anch’essi. Non è successo quindi nulla di incredibile alle nostre discariche, non sono impazzite in sincrono con quelle campane: semplicemente, dopo anni, si sono saturate. Tutte insieme, sì. Perché sono figlie di una comune, scellerata, politica ambientale. E peggio andrà nei prossimi anni, se non ci decidiamo a cambiare registro. Ieri sentivo, in un telegiornale, la dichiarazione di un sindaco del Trapanese che, tutto orgoglioso, comunicava alla popolazione l’identificazione di una nuova area in cui depositare i rifiuti. Diceva: “Per almeno otto anni siamo tranquilli”. “E poi?”, qualcuno avrebbe dovuto chiedergli.
C’è il rischio che quest’estate, per la prima volta dall’alba dell’homo sapiens, il Polo Nord si ritrovi a corto di ghiaccio, con conseguenze più che spaventose per la sopravvivenza sulla Terra. Qualche giornale ne darà conto oggi e, ci potete giurare, ci sarà sempre un sindaco, un presidente, un consigliere di qualcuno/qualcosa che tranquillizzerà: “Per almeno otto anni siamo tranquilli”.

  

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