Divieto di autostop

Dopo il diluvio di post di ieri (grazie a tutti!!!) cercherò di essere breve.
Accantoniamo il bipolarismo, il voto utile, il modello tedesco, le caramelle di carruba e i leghismi di destra e sinistra (sì, c’è una lega annunciata persino da Casarini). Guardiamoci intorno e stiamo alla cronaca: vediamo un Paese allo stremo che non conosce più competitività, ci sono vertenze drammatiche a ogni angolo di impresa, si respira sfiducia, esplodono conflitti sociali sempre più duri.
Ciò serve è un autista sobrio, che sappia guidare con prudenza un pullman scassato con sessanta milioni di persone dentro.
E’ chiaro che, date la difficoltà e la lunghezza del percorso, questo signore non potrà fare tutto da solo. Dovrà quindi fidarsi di altri autisti che non facciano minchiate. E soprattutto dovrà rispettare i sensi unici, le corsie d’emergenza, i semafori, eccetera.
L’idea di un viaggio del genere non mi atterrisce solo se mi costringo a non pensare alle persone che si alterneranno alla guida del pullman. Un po’ come capita quando prendo l’aereo: se il pilota ha una faccia che non mi piace faccio un viaggio di merda, quindi non guardo mai chi sta ai comandi.
Purtroppo siamo appiedati e non c’è altro mezzo per muoversi. Anche perchè è probabile che proibiscano per decreto l’autostop.

  

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