Il partito dei vescovi

Il partito dei vescovi italiani chiede di cambiare la legge elettorale. In un recente comizio, il segretario della Cei, Giuseppe Betori, ha chiesto agli italiani cattolici di “votare con discernimento” e ai futuri onorevoli del suo stesso medesimo partito (sempre cattolici, of course) di richiamarsi, nella loro azione, ai “valori fondamentali della Chiesa”. L’organo di stampa dei Bagnaschiani e Betoriani Uniti, Famiglia Cristiana, ha bombardato a tappeto l’intera classe politica italiana, dal Pdl al Pd (gli altri manco li caga), bollandola come inadeguata.
La costruzione di un nuovo sistema Italia prevede programmi blindati e benedetti: la famiglia è solo una (ad eccezione delle famigghie), la vita è sacra (anche se è di merda), i gay sono malati gravi e peccatori (all’inferno sì, ma in camere separate), Cuffaro si può candidare come e dove vuole (“non è un problema della Chiesa”, nonostante l’ex governatore sia un testimonial sfegatato di ogni modello di Madonna in simulacro).
Al partito dei vescovi manca insomma solo la distribuzione dei normografi davanti ai seggi elettorali. Il resto lo farà il crocifisso. Che, se ben brandito, fa miracoli…

  

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