Il giudizio dopo il giudizio


Il Popolo delle libertà, per bocca del suo capo unto in seconda Sandro Bondi, fa sapere che non candiderà personaggi con procedimenti penali in corso.
Da non credere! Il partito che ha condotto la più temeraria campagna acquisti tra pregiudicati e aspiranti tali annuncia un rito di purificazione che rischia di detergerlo a tal punto da renderlo trasparente? No, no… non si demoliscono così i capisaldi di un’esistenza. Infatti il vice unto Bondi precisa che sarà fatta una santa eccezione per le vittime di processi palesemente politici.
C’è sempre un giudizio dopo un giudizio.
Cosa volete che contino le sentenze senza la sentenza somma? Che non è quella divina, tardiva e che ontologicamente viene pronunciata in contumacia. Senza il bollo dell’Unto in persona un pronunciamento giudiziario è nullo. Lui riequilibra, compensa, spartisce e ricolloca.
Il partito è salvo.

P.S. Lo splendido video in anteprima di Rosa Maria Di Natale non c’entra nulla con l’argomento, ma è utile per diluire il brutto nel bello.

  

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