Perdenti

Ho simpatia per i perdenti, per una questione di banale autostima visto che la categoria mi ospita spesso. Il perdente puro è uno che gioca le sue carte, ma per sfortuna o imperizia non inanella mai un risultato utile. E se per caso ciò accade, è il preludio per una sconfitta ancora più clamorosa. In questa sottocategoria si trovano esempi di stupidità clamorosa, perché il perdente puro è talmente immerso nella propria valenza negativa da illudersi che ci sia qualcuno ancora peggio di lui (su cui trionfare): accade quasi mai.
C’è un altro tipo di perdente però che non mi ispira nessuna simpatia ed è il perdente impuro. Ha vinto quasi sempre nella vita, anche giocando scorrettamente, ma quando compie la mossa falsa che lo fa cadere pretende di sovvertire le regole del gioco. Non si arrende all’evidenza, non ammetterà mai un suo errore, fabbricherà nuove e nuove realtà che lo vedono grottesco trionfatore, seduto a un tavolo dove non c’è nessuno. Grande inventore di complotti, il perdente puro parla sempre di sé benissimo, s’inventa un passato fulgido e ha sempre qualcuno a cui dare la colpa della propria sconfitta. Anche se lui stesso lo ha appena strangolato.

  

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