Affitti e sconfitti

Sono sensibile a un certo tipo di notizie, credo sia ormai un problema di età: sono quelle che riguardano i grandi e piccoli cambiamenti. Non ho difficoltà ad ammettere che la “notizia ideale” oggi la trovo sul Corsera. E’ questa: dal 1999 a oggi gli affitti in Italia sono raddoppiati.
Cosa facevo nel 1999? Quanto pagavo d’affitto? Cosa accadeva nel 1999? Cosa mi accadeva nel 1999? E via altre domande compulsive.
E’ vero, gli affitti sono cresciuti in maniera vergognosa: sono un testimone chiave dal momento che non ho mai avuto una casa di proprietà.
Nel 1999 vivevo in un bell’appartamento nel centro di Palermo, quinto piano, attico, niente ascensore, un milione e centomila lire al mese. Per la minima agenda personale ricordo che arrotondavo lo stipendio di giornalista facendo il ghost writer per sindacalisti, politici, imprenditori. Scrivevo un romanzo che non lasciò mai i miei cassetti. Di quell’anno due eventi mi sono rimasti impressi: la morte di Stanley Kubrick, il mio regista preferito, e l’arrivo di Napster, il mio vizio indimenticato (chiuso questo post andrò alla ricerca su Wikipedia di tutte le cose fondamentali che mi sono sfuggite) .
Sul fronte della grande cronaca, l’euro era entrato nella nostra vita poiché a gennaio era stato fissato il cambio nelle fatidiche 1.936,27 lire. Prodi era presidente dell’Unione Europea. Alla carica di presidente della Repubblica arrivava un ex governatore della Banca d’Italia, Ciampi. Insomma c’erano le condizioni perché le cose andassero a finire meglio sul fronte economico.
Invece.
Invece un milione e centomila lire di affitto sono diventate più di mille euro, mentre lo stipendio è rimasto ancorato al cambio ufficiale. Prodi è presidente del Consiglio e tenta un campagna di risanamento che gli procura più di un incubo. Ciampi si è ritirato. Napster, dopo una estenuante vicenda giudiziaria, è il fantasma di se stesso. Rimangono le opere di Stanley Kubrick.

  

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