Perdere chili… e soldi

Le vie del web sono infinite. Così capita che cercando qualcosa tramite un motore di ricerca ci si imbatta in qualcos’altro. E’ in questo modo assolutamente casuale che sono venuto a conoscenza di un metodo, anzi come recita il sito un’autoterapia, chiamato Zerodiet. Dal nome si capisce subito che si tratta di un rimedio contro i chili di troppo. In pratica, apprendo dall’home page, che senza diete né altro tipo di intervento si possono perdere da 3,6 a 9,8 chili al mese. Come? Applicando due magneti all’orecchio. Non ho la competenza per confutare una sola parola tra quelle scritte sul sito. Da ignorante (e un po’ scettico) scorro la pagina alla ricerca di una testimonianza attendibile. Ne trovo due: il prodotto è “consigliato dall’Istituto Superiore di Igiene Alimentare” e “segnalato da Salus, Medicina in rete”.
Istituto Superiore…? Qualcosa di importante, mi dico. Cerco, sempre su internet. Ma l’unica cosa che trovo con la medesima sigla è l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche. Faccio altre ricerche e mi accorgo che altri blogger avevano annusato un odore non troppo gradevole. Per finire clicco sul link della home page di Zerodiet dove si fa riferimento a Salus. E scopro che sì le calamite in questione (perché di calamite si tratta) sono segnalate dal sito di medicina in rete, ma che la segnalazione altro non è che uno spazio pubblicitario a cura della stessa Zerodiet.
In certi casi la Rete serve a non cadere nella rete.

  

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