Mailing list

Il natale è definitivamente cambiato. Lo so, questo è un concetto del tipo “ai miei tempi” e vuol dire che sto invecchiando. Ma se da un lato è naturale che la stagionatura dei neuroni abbia certi effetti collaterali (ricordare e paragonare, paragonare e ricordare), dall’altro anche un ventenne si rende conto di quanto e come i meccanismi su cui si fonda l’aspetto sociale della festività siano mutati nel tempo.
Per farla breve, prendete gli auguri.
Prima si telefonava, ci si sottoponeva a estenuanti visite di cortesia, ci si incontrava o semplicemente si parlava con parenti di cui per tutto il resto dell’anno si erano perse le tracce. Avevo uno zio che credo di aver incontrato, in vita mia, solo in periodo natalizio. Adesso ci sono gli sms e, in forma meno grave, le e-mail. I cellulari rigurgitano messaggini impersonali a qualunque ora del giorno. Spesso ce li inviano persone che abbiamo incrociato mezza volta o di cui non conosciamo neanche la voce.
Carissimi auguri di un sereno natale.
Segue un nome e spesso nemmeno quello.
Un tempo c’erano i biglietti imbustati. Anche lì si sconfinava nel formalismo e nell’impersonalità. Ma almeno c’era una firma vergata, c’era una grafia, c’era un segno di riconoscimento. Oggi il nostro destino dipende dalle mailing list: se ci finiamo dentro possiamo essere contattati senza limiti di tempo, modo e quantità da chiunque ci abbia eletti a bersaglio. Durante il periodo natalizio queste liste appaiono fondamentali per i professionisti dell’informazione senza forma e senza contenuto.
Il prossimo anno impegniamoci a restituire ogni “messaggio circolare” al mittente. Nella speranza di essere eliminati dalla sua vacua mailing list.
  

5 Comments

  1. Vincenzo Di Stefano
    Gen 04, 2009 @ 03:41:23

    Leggo “professionisti dell’informazione senza forma e senza contenuto”. Non è che si tratta di un lapsus e volevi invece scrivere “professionisti della comunicazione”? Mi è sorto il dubbio…

  2. Gery Palazzotto
    Gen 04, 2009 @ 10:44:14

    Vale sia in un senso che nell’altro…

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