Prendo spunto dal dibattito del precedente post per confessarvi una debolezza dell’età. Da qualche tempo mangio la robaccia di McDonald’s.
Sono stato pseudovegetariano per vent’anni, ho odiato quegli hamburger che secondo la pubblicità rendono felici le famiglie e fanno crescere sani i bambini.  Se proprio volevo farmi del male abusavo d’altro, fritture e cocktail prima di tutto (a proposito, vi invito a cedere a un aperitivo di cocktail Martini e panelle). Mai stato salutista, capriccioso sì.
Un mio amico, quand’eravamo piccoli, mi raccontò che gli americani negli hamburger ci mettevano le mucche tritate, coda e zoccoli compresi.  Ovviamente non era così, o almeno lo spero. Però mi rimase il dubbio: se quella era carne genuina, perché sminuzzarla tanto e non tritarla normalmente come fa il macellaio sotto casa?
Probabilmente avevo abboccato a una leggenda metropolitana e magari il mio amico d’infanzia aveva capito che ero un soggetto non troppo acuto.
Fatto sta che non mi trovai mai a tu per tu con un Big Mac e preferii sempre la via solitaria per casa quando la comitiva sceglieva l’approdo di McDonald’s.
Due anni fa, durante una vacanza all’estero, mi imbattei in un McChicken o qualcosa del genere. Avevo maturato una fame pazzesca e una certa indulgenza nei confronti della carne bianca.
Lo addentai e fu l’inizio di un’epoca.
Oggi non mi interrogo su quel che mastico quando mi trovo da McDonald’s, mi curo esclusivamente dell’effetto meraviglioso di certe porcherie sull’umore. E poi, da tirchio, volete mettere la soddisfazione di strafogarsi con un CBO a pochi euro?

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