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ma perchè proporre Beethoven visto da un pc? Oggi tutto viene vivisezionato, relativizzato, banalizzato. Troppo. Dov’è il mistero? Fagocitato dall’ovvietà di una società che pretende di normalizzare tutto persino la creazione. Non è una critica ma uno spunto. Si potrebbe proporre invece Beethoven attraverso la lente d’ingrandimento della coscienza artistica dei grandi direttori quali: Bruno Walter, Toscanini, Furtwangler, Klemeperer, Monteaux, ognuno dei quali fa battere il nostro cuore e le ali del genio di Bonn in un modo diverso
Perchè visto da un computer, Beethoven può offrire un appiglio di curiosità in più. Basta non essere schiavi dell’ovvietà secondo la quale un’opera alta la si giudica solo guardando in alto.
Oltretutto il ruolo del computer, in questo caso, si limita solo a un’animazione grafica dei singoli strumenti: quindi il ruolo è esclusivamente visuale. L’esecuzione – per sedare ogni tentazione di vivisezionare, relativizzare, banalizzare – è della Royalty Free Classical Music Symphony Orchestra, diretta da Keith J. Salmon. Insomma, gente in carne e ossa, mica freddo silicio.
Io non lo trovo banale. Lo trovo invece un bel modo di “catturare” l’interesse di coloro che pensano alla musica classica come qualcosa di vetusto e di nicchia.
Le esecuzioni dei grandi direttori e le emozioni che queste suscitano, quelle rimangono.
Sono cambiate molte cose nell’approccio alla musica classica, l’adattamento agli strumenti e al linguaggio contemporaneo mi sembra necessario per far sopravvivere l’opera dei grandi compositori.
CHE FIGATAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
Mi fa pensare ad un video per non udenti, una traduzione visiva di un codice musicale dal momento che la musica ha un suo linguaggio. Niente di emozionante però.