Chiuso per lutto imposto. Allo Zen la figlia di un pluripregiudicato decedutocomunica a mezzo socialche in segno di solidarietà il mercato del quartiere resterà chiuso. Comunica e impone con una disinvoltura imbarazzante. E lo Zen si adegua.
Al netto del dolore (legittimo e indiscutibile) per la morte di un congiunto c’è un aspetto di protervia (illegittima e discutibile) sul quale vale la pena di riflettere.

Questo episodio si candida a caso scuola per tentare di capire il meccanismo sociale che governa una gran parte delle aree meridionali di questo Paese. Presa un’esigenza personale la si affila come arma di ricatto per chi con quell’esperienza non c’entra (e magari non gliene frega) nulla.
Di appelli via social abbiamo le timeline, e non solo quelle, piene. Ma quando il sentimento diventa prevaricazione si è abbondantemente oltre i confini della legittimità.

Nessuno si sogna di recensire il dolore di chi perde una persona cara a patto che ci sia una logica – sociale, religiosa per chi ci crede – non chiodata, non intrinsecamente violenta.

Perché in quel messaggio urbi et orbi, senza alcuna apertura al libero arbitrio che fa della solidarietà uno dei sentimenti più nobili nei quali ancora cerchiamo di riconoscerci, c’è una (inconsapevole?) violenza. Io decido nel nome del mio cuore e non me ne fotte niente del tuo. La pericolosità del gesto sta non tanto nei suoi effetti (commercianti che sono dovuti restare a casa per un’imposizione) quanto nelle sue cause: l’idea inesistente di democrazia, l’incultura orgogliosa di un orticello in cui si semina e si raccoglie senza curarsi degli altri, il mostrarsi senza dubbi in un mondo di punti interrogativi.

La chiusura per lutto imposto è un lutto imposto alla buona fede di chi spera in una rivincita sana delle zone difficili delle nostre lande. E per questo la sua gravità ha un peso specifico insopportabile sulle speranze di chi crede nel riscatto della buona creanza.     

DiGery Palazzotto

Uno che scrive. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

1 commento su “Chiuso per lutto imposto”

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