L’articolo pubblicato suRepubblica Palermo.
Il sogno potrebbe diventare realtà. Un’estate con la spiaggia senza barriere, col mare in bella vista per tutti. Una Mondello liberata. Eppure si sa come sono i sogni, labili e spesso ingannevoli. Nel caso di Mondello non è il pessimismo che inficia le migliori prospettive, ma la semplice esperienza. Da sempre la spiaggia libera, cioè quella aperta a chiunque, catalizza le peggiori abitudini di molti palermitani che si ostinano a farne un immondezzaio.
Per questo la prossima estate sarà un banco di prova determinante non solo per i nuovi modelli di gestione degli spazi, ma anche (soprattutto) per la civiltà di una comunità.
Celebriamo, a buon diritto, la libertà come il bene supremo della modernità: emancipazione ragionata dal passato, piene mani sul nostro destino, diritto di opporsi a modelli che non ci convincono. Eppure – ce lo insegnano la filosofia e un’elementare buona creanza – la luce della libertà ci rivela una fondamentale avvertenza che, se ignorata, può far virare il senso di pienezza in qualcosa di molto diverso, di opposto. La spiaggia di Palermo è solo un pretesto per ragionarci su, ma è un pretesto popolare quindi prezioso per accendere un ragionamento collettivo: la libertà funziona solo in presenza del senso di responsabilità.
La Mondello liberata con l’obiettivo di diventare, per usare le parole del deputato regionale Ismaele La Vardera, “una Miami d’Europa” nasconde un pericolo: il pericolo della libertà stessa. E, si badi bene, questo non è un argomento disfattista, ma un possibile rimedio contro una visione ingenua: della serie ce l’abbiamo fatta, godiamocela e scordiamoci il passato. Insomma, è ora che viene la parte difficile. Un bene pubblico restituito alla fruizione che merita è un impegno che riguarda tutti. Va coltivato, va corretto se serve, va fatto rispettare.
Riappropriarsi di un luogo simbolo significa paradossalmente ritenersimenoliberi: di sporcare, di inquinare, di umiliare un ambiente naturale che da anni resiste all’oltraggio di plastica e cartacce. Senza andare troppo lontano, agli scontati esempi di altre nazioni, anche in Sicilia molte spiagge sopravvivono dignitosamente pur essendo prive di tornelli o controlli polizieschi. A Mondello tutto sembra più difficile.
Ecco perché è importante riflettere sul concetto di libertà. Perché senza odiose limitazioni possiamo diventare migliori, certo, ma anche peggiori. Possiamo dimenticarci che la conquista può aprirci a una visione fallace di indipendenza. Riconoscere questa ambivalenza è il primo passo per non esserne travolti.

