L’imbarazzante maratona simbolo di una città

maratona di palermo
Un estratto dall’articolo di oggi su la Repubblica.

Al quarantesimo chilometro l’atleta sfinito cerca di passare dall’ingresso di villa Niscemi non per sfizio, ma per regolamento. E infatti quello slalom tra bambini e signore che oziano tranquillamente sbarrandogli la strada, tra un commesso comunale sfumacchiante e una moto catarrosa che quasi lo investe, non lo fa per un capriccio domenicale. No, lui tenta di farsi largo perché quello è il suo percorso di gara, lui è un runner e sta correndo la maratona, anche se intorno nessuno se ne accorge. Eppure proprio davanti al cancello della villa c’è un grande cartello che testimonia che quello è il chilometro numero 40, il più faticoso, il più doloroso per un atleta che consuma suole, muscoli e  adrenalina da 3 ore e mezza. Accade alla maratona di Palermo, una manifestazione che è ormai la magica sintesi di questa città: sole, voglia di (soprav)vivere e pessima organizzazione.
Dentro lo stadio delle Palme, dove c’è il traguardo, gioia e colori. Fuori, dove c’è la città, clacson e bestemmie.
Benvenuti nel festival del menefreghismo, in cui la vera competizione è tra chi riesce ad attraversare con la macchina una strada transennata evitando di far strike tra quei disgraziati che sgambettano in maglietta e calzoncini. Benvenuti nella più imbarazzate maratona che si ricordi, in cui la resistenza di un atleta non si misura sulle gambe, ma sulle orecchie: riuscire a ignorare urla e maledizioni degli automobilisti è prova assai ardua.
(…)
A nulla valgono i triti rimandi alle “altre città”, giacché nella storia e nella vita di Palermo c’è sempre un’altra città a ricordarci che, in queste lande, non a caso paragone fa rima con umiliazione. E a nulla valgono i reiterati comunicati stampa per suggerire ai palermitani che un giorno, e un giorno soltanto, potrebbero rinunciare alla macchina per evitare di fare la figura dei fessi incappando nell’ingorgo più annunciato dell’anno.
Quella di domenica scorsa è stata una gara senza gara, dove l’importante non era partecipare ma sopravvivere. Sopravvivere alla città indifferente che non si spreca neanche in un applauso al passaggio di un atleta straniero. Sopravvivere a un team organizzativo costretto a chiedere per un quarto d’ora al microfono dello stadio delle Palme: “C’è un dottore tra il pubblico?”. Come se la presenza di un medico in una competizione così estrema fosse un optional.
E poi l’assenza di controlli, umani ed elettronici, che svuotano di significato anche l’aspetto competitivo: grottesca è la figura di certi atleti che in Favorita tagliano indisturbati per i sentieri pur di risparmiarsi qualche chilometro. Nessun maratoneta lo farebbe in una manifestazione seria, forse perché la serietà è contagiosa e qui non c’è pericolo di infettarsi.
Avevamo scritto un paio di settimane fa, tastando il polso di quest’organizzazione così precaria, che una maratona è comunque importante perché è un evento turistico, è una vetrina della città. Lo ribadiamo aggiungendo una promessa per l’anno prossimo.
Se deciderete di non organizzare un bel nulla perché non ci sono le risorse, perché non vi interessa, perché i tarocchi vi hanno detto male, perché non c’è più un concorso di bellezza per città europee decotte a cui iscriversi, noi ci arrenderemo senza condizioni: mani alzate e petto orgogliosamente esposto al tiro dei tubi di scappamento. L’importante è fissare il confine definitivo tra una “grande festa dello sport” e una modesta sagra dell’ipocrisia.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

34 commenti su “L’imbarazzante maratona simbolo di una città”

  1. Cioè, fammi capire: non c’era neanche un volontario, o qualcuno dell’organizzazione, che stesse lì a dirigere il traffico di pedoni e di motorini per evitare incauti approcci frontali? Vergogna assoluta!

  2. Palermo, guarda caso come molte città del sud non è né pronta né adatta a simili manifestazioni, ho assisto all’intolleranza ed inciviltà di chi irritato e offensivo gridava e suonava agli incroci e devo dire che mi ha più irritato la mancanza di rigore dei vigili nei loro confronti…VERGOGNA

  3. ho rischiato di essere travolto diverse volte…meravigliosa la premiazione…ne sono testimone…

  4. Io mi vergogno a 2.200 km di distanza a causa di tanti altri che hanno sicuramente le competenze, ma non hanno rossore per tutto il resto, venissero qui a Graz per imparate dai freddi tedeschi come si organizza una maratona, io da ultimo assoluto in una viertel marathon, ho avuto APPLAUSI – GIORNALISTI E TELEVISIONE, a PALERMO avrei avuto solo fischi, e pirita… VERGOGNA..

  5. Palermo è una città INCIVILE sono palermitano e me ne scapperei anche stasera ne ne avessi la possibilità. Le colpe sono da attribuire in ordine: 1) istituzioni comunali che hanno la sfacciataggine di voler fare diventare città dello sport, dopo il fallimento della città della cul..tura!
    2) I vigili urbani che non fanno il loro dovere!!!
    3) la cittadinanza che non avendo un briciolo di cultura si comporta da selvaggi!
    Palermo non merita nulla ma solo affogare nel fango dell’indifferenza!

  6. Ho fatto 15 maratone , 2 volte NYC…essendo palermitano nel 2000 mi cimentai in quella di Palermo…giurai a me stesso che sarebbe stata l’ultima, per l’inciviltà e l’Anti sportività dei miei concittadini, e così’ ho fatto.
    Dopo aver letto questo articolo sono ancora piu’ contento della mia decisione.

  7. Fantastico, mai come adesso la vera tradizione della maratona è stata rispettata fino in fondo..
    Questa è stata la VERA Maratona…
    O forse pensate che il povero Filippide, 2550 anni fa, aveva il percorso segnato? o la corsia riservata? o gli agenti della municipale che bloccavano le persone? Nooo il povero Filippide correva in mezzo a mille insidie, rischiando la vita ad ogni angolo e dovendo superare ostacoli e nemici ad ogni piè sospinto!!
    E adesso Palermo è come 2500 anni fa… Palermo è la storia!!!
    CIAO.

  8. Pelle d’oca!
    E’ possibile che una persona che vuole cimentarsi in una maratona deve andare per forza da roma in su?!
    Sono siciliano e mi vergogno di me stesso…

  9. Perchè meravigliarsi..!!!?????
    Forse Palermo non è così in tutte le sue realtà…. Scuole , banche, ospedali, …… Perché ????????….continuate a meravigliarvi..?????
    Questa è una città……..che non merita nulla..!!
    E non pensate..!!! No la città è bella sono gli abitanti…!!!!!
    Non è vero..!!!! La città è lo specchio di una comunità che la abita…. Infatti è sporca , decadente, confusionaria, e mafiosa….!!!!!

  10. Sono di Napoli, amo Palermo. Le sue contraddizioni sono a tratti affascinanti, per altri versi fanno venire il nervoso. Quello che però disprezzo, è chi disprezza senza far nulla per cambiare.

    Non conosco Palazzotto e non mi posso permettere di giudicarlo, ma dai commenti che leggo appare evidente che il “dalli al palermitano” è sport diffuso innanzitutto tra… i palermitani.

    Che, in quanto palermitani, qualche responsabilità pure l’avranno se le cose nella loro città stanno come stanno.

    Mai lamento è stato dunque più ipocrita.

    Signori, se le cose nella vostra città non vanno, la cosa peggiore che potete fare è bestemmiargli contro ed andarvene, e poi continuare a bestemmiare.

    La cosa migliore che potete fare è rimboccarvi le maniche e cambiare. Innanzitutto voi stessi, e con l’esempio poi gli altri.

  11. Fabio, non mi conosci, non sei nemmeno di Palermo eppure mi accusi di ipocrisia. Ci rido su e ti saluto.

  12. …non sono di Palermo, ma purtroppo ci vivo da tanti anni, mi permetto di invertire la classifica di demerito postata prima; il problema sono i palermitani, che siano amministratori, vv.uu.,ff.oo. o ‘normali’ cittadini. È evidente che c’è tanta, tanta brava gente, ma ma purtroppo non sono abbastanza, e spesso anche questi devono ‘adeguarsi’ se non vogliono essere sopraffatti. Per tornare all’art. non ho capito se è ‘un’accusa’ per motociclista, ecc presenti o per lorganizzazione assente !

  13. Gerry, eppure l’avevo scritto chiaro e tondo “Non conosco Palazzotto e non mi posso permettere di giudicarlo”.

    La mia critica è al resto dei commentatori, il tuo report è asciutto ed onesto e ci sta tutto. Ti prego di leggere con più attenzione ciò che commenti.

    Non sono di Palermo, ma la conosco molto bene, e ci ho vissuto per vari periodi.

  14. Non vivo piú a Palermo da diversi anni e fa male leggere sempre update che parlano di sanitá che non funziona, amministrazione comunale assente, inciviltá manifesta e cattiva organizzazione (la lista potrebbe continuare). Mi sentivo un pesce fuor d’acqua giá ai tempi delle scuole a fare le mie battaglie perse per “non buttate la carta per terra” o “al semaforo perché é obbligatorio fermarsi sulle striscie e non prima come codice della strada vuole?” e ahimé mi ci sento ancora oggi quando torno a godermi la mia amata cittá o quando leggo queste cose. Sul tema specifico credo che la mancanza sia soprattutto organizzativa e credo che Palermo abbia bisogno di una forte campagna comunicazionale e anche punitiva sulle regole base del senso civico e del rispetto della “cosa comune”. Biosgna iniziare da quelle basi che molti hanno dire dimenticato e non perduto; a volte la legge del “branco” porta a farci regredire ad uno stadio di “homo incivilus” e serve qualcuno che le ripeta e si erga a paladino di queste regole con autoritá forza e potere…(amm. comunale non pervenuta).
    E’ vero che bisogna fare fare fare invece di dire dire dire e non posso dire di averci provato con tutto me stesso, ma io ogni giorno che metto piede nel caldo asfalto delle mie strade cerco di portare un pezzettino del buon senso che cerco di imparare dall’aver visto altri contesti, altre citta , altri popoli e che vivo ogni giorno…ahimé c’é tanto e molto altro da fare e mentre scrivo rifletto che magari una lettera al comune gliela fó! :)
    Carissimi intanto godetevi il caldo ed il mare al posto mio che se penso che a Palermo tra inciviltá e immobilismo c’é anche quello mi cade una lacrima in piú. Ciao. Antonino

    PS. Gery, bell’articolo!

  15. Ogni anno alimentiamo le tasche degli organizzatori.
    BASTA BISOGNA CAMBIARE E FARE PIAZZA PULITA DEL VECCHIO!!!!

  16. Ciò che è assolutamente pacifico in questa città e’ la mancanza perenne di spirito sportivo. E’ una questione culturale che purtroppo non potrà mai cambiare e dobbiamo rendercene conto giornalmente, quando ripetiamo e codifichiamo comportamenti sbagliati e contrari alla legge. Avete mai visto qualcuno che oggi guida senza parlare al telefono? O che non vi suoni al semaforo dopo un decimo di secondo che è’ scattato il verde? Non abbiamo la minima volontà di cambiare ed adeguarci al mondo che cambia…in meglio

  17. Sono un maratoneta. La colpa non è del pubblico ma dell’organizzazione. Basterebbe che l’amministrazione comunale si sentisse più coinvolta e tutto andrebbe alla grande. Basterebbe che i ragazzi delle scuole fossero coinvolti in un azione di volontariato per una giornata, per avere un controllo in pista efficace, unito alla presenza di vigili urbani. Quest’anno non c’erano neanche i controlli ed in molti imbrogliavano, quindi perché allenarsi per correre una gara in cui si può imbrogliare? Meglio correre altrove. Inoltre bisogna precisare che a Palermo si corre la Mezza Maratona, visto che la Maratona intera la fanno solo un centinaio scarso di persone.

  18. Qui, parliamo male dell’organizzazione della Maratona. Ok, nulla da dire. Ma non parliamo dei giornalisti palermitani. La colpa è anche loro: se i cittadini prendono la macchina è perché l’informazione non arriva a destinazione.

    Non sarebbe stato così se il comitato organizzatore, in buona salute economica, avesse distribuito un mucchio di soldi tramite la pubblicità.

  19. I giornalisti non c’entrano niente: i quotidiani, come sempre, hanno pubblicato le notizie sul traffico e addirittura grafici su come sarebbe cambiata la circolazione stradale in occasione della maratona.

  20. Quante volte lo avete fatto? Il giorno stesso o un giorno prima della gara? Quanta importanza avete dato alla presentazione della manifestazione? E alle scadenze delle iscrizioni? E al fatto che quest’anno non ha partecipato nessun atleta d’élite?

  21. Giampaolo, in tutte le città del mondo non sono i giornali a dover smistare il traffico, né ad occuparsi della scadenza delle iscrizioni. La maratona di Palermo è la più improvvisata che esista, organizzata alla peggio in una città di incivili. Se tu devi difendere l’organizzazione perché ne fai parte, scegli un altro argomento a caso. Ma non inventare cause che non esistono. Io non sono un giornalista e non me ne frega niente di difendere i giornali. Ma di certo è ridicolo dire che un fallimento simile è da addebitare a loro.
    Cose da pazzi!

  22. La città. L organizzazione. L amministrazione. È sempre colpa di qualcun altro. La città siamo noi. È fatta da noi. La viviamo noi. I Palermitani. Il cambiamento è in ognuno di noi. In me e in tutti voi. I palermitani. Quelli che si accollano il posteggiatore abusivo. Quelli che posteggiano in tripla fila. Quelli che per fare 50 metri prendono la macchina. Quelli che cercano la raccomandazione pure per ritirare la raccomandata alla posta.
    Vivo in Australia da 4 mesi e la gentilezza e il senso civico di ogni singolo essere umano verso ogni singolo essere umano o animale (scarafaggi compresi) è strabiliante. La città, i parchi, le spiagge non sono “di nessuno”. Sono il loro patrimonio. L immondizia non è un problema di chi fara le pulizie. L immondizia è il risultato del loro consumo e se il cato è pieno, non la buttano a terra.
    Il dolore che provo per la mia amata e maltrattata città è immenso. Il pensiero di tornare mi fa paura.

  23. L’arte dello scaricabarile è il grande problema del nostro popolo. Sono sempre “gli altri” a dover cambiare. E sempre questi “altri” si comportano male, sono incivili, non rispettano le regole. Eppure, spesso mi capita di dialogare con persone che accusano l’amministrazione, e vuoi il sindaco, o gli assessori o chicchessia, di rovinare la città, per poi magari buttare una cicca a terra, guidare senza cintura, correre per strada, strombazzare in zone dove l’uso del clacson dovrebbe essere relegato a “situazioni di immediato pericolo”…
    Eppure son sempre gli altri…figure astratte, capro espiatorio dell’inciviltà nostra propria.

  24. Azz ma come è stato possibile non passare alle candidature per Capitale della Cultura 2019?

  25. Tutti corretti i commenti, chi più chi meno ha detto cose ragionevoli e condivisibili. Solo non ce n’è uno che abbia citato il coraggio. Secondo me il problema fondamentale non è l’ipocrisia, la disorganizzazione o l’inciviltà, ma la mancanza di coraggio, compresa la mia. Domandatevi perché quando siete in un’altra città o nazione non fate quello che spesso fate o lasciate a fare a Palermo, me compreso insisto. Per il timore del giudizio degli altri, o magari dell’intervento degli altri. E’ il mutuo controllo (presunto o reale) che gli individui operano sugli altri che garantisce un minimo di civiltà. Chi ha avuto il coraggio di redarguire il vicino automobilista che sbraitava tormentando il clacson? Chi ha consigliato al motociclista che saliva sul marciapiede per superare la fila che magari non era il caso? Chi ha disapprovato esplicitamente il comportamento connivente dei vigili urbani? Io no, mi è mancato il coraggio.

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