Da Buggerru a Portixeddu.
Da Portixeddu a Piscinas.

La mia amica Valentina, una sarda che ha l’unico difetto di essere astemia (ma che in compenso ha un fantastico marito, Carlo, che riequilibra la scottante questione), mi ha fatto una lezione sugli accenti e sulle pronunce di questa parte della Sardegna: Nébida, Masùa, Portixeddu si pronuncia Portisceddu o una cosa del genere. Per me la prova più impegnativa è stata spiegare a due camminatori, che mi avevano affiancato per un breve tratto, la destinazione di stasera: il camping Sciopadroxiu (pronuncia sciòpadrosciu). Al terzo tentativo mi hanno lasciato sbattere pensando che fossi in fase pre-rantolante data la tappa impegnativa. Ma a questo ci arriviamo dopo.

Tornando ai miei amici sardi, la più importante scoperta verso la quale mi hanno condotto è un vino, il Carignano del Sulcis, che ha una storia particolare. Tra l’800 e il ‘900 la filossera distrusse gran parte dei vitigni europei. Un’apocalise a cui si pose rimedio innestando – così mi hanno raccontato – le viti europee su viti americane. In pratica, gran parte delle viti furono impiantate su un “piede” americano. In Sardegna sopravvissero alcune piante che crescevano nella sabbia grazie alle loro particolari radici “a piede franco”, che in tal modo conservarono una sorta di “purezza”. Da queste viti si fa un rosso, morbido e intenso dai profumi vagamente floreali: il Carignano del Sulcis. Un vino che nasce sulla sabbia. Un vino che ho bevuto e amato. 

Ok, questo è un diario di viaggio e uno si aspetta di ricevere dritte su itinerari e luoghi, dettagli tecnici e consigli su come aggirare ostacoli. Ma sapete che, in tutti questi anni, non è mai stata questa la mia mission. Io, ahivoi, ho una propensione a raccontare i cazzi miei, che magari sono un modo per leggere in filigrana cose un po’ più ampie, ma probabilmente è solo una mia illusione pre-geriatrica. Comunque per il resto ci sono le guide specializzate.

Andiamo al tema del giorno. La sabbia. La sabbia e le rocce.

Negli ultimi sei chilometri da Portixeddu a Piscinas si cammina solo su sabbia e rocce. È un’esperienza tanto unica quanto faticosa. La sabbia, con uno zaino da dieci chili sulle spalle, va letta a ogni passo: a occhio si cerca la parte più dura, quella in cui affondare meno, però l’apparenza inganna. Uno pensa al bagnasciuga, ma lì ci sono le onde e soprattutto c’è la pendenza. Così ci si muove lontano dal mare, ma lì la tenuta cambia di passo in passo, affondi mentre ti illudi di galleggiare e, fatica a parte, hai la sensazione che le tue caviglie stiano approntando una favolosa stagione autunno-inverno al tuo ortopedico. Quindi la questione si riduce a una scelta strategica: immolare un’anca o un ginocchio?

Le rocce sono un altro capitolo. In questo tratto bellissimo, ma assolutamente sconsigliato ai neofiti, i promontori rocciosi irrompono tra una caletta e una spiaggia semideserte. Serve massima attenzione. In alcuni tratti ho benedetto il mio passato da arrampicatore perché gestire leve ed equilibri instabili con uno zaino pesante è operazione delicata. Pietre che sembrano solide vacillano al soffio di un metatarso, appoggi utili si divertono a comporre un puzzle che mette alla prova la tua capacità di contorsione. Il risultato è che quando becchi il filotto di pietre utili ci passi sopra veloce come Giucas Casella sui carboni ardenti. Con quel che ne consegue in quanto a sprezzo del pericolo e, soprattutto, del ridicolo.

In questa attività il tempo è un fattore relativo. In un’ora puoi percorrere più di cinque chilometri, ma anche uno solo quando un singolo passo richiede un surplus di prudenza e fatica (più la prima, alla seconda ci si allena). 

La soddisfazione però non è relativa. E quando ce l’hai fatta, senza troppi guai al sistema scheletrico e soprattutto all’autostima (l’età non conosce saldi in nessuna stagione della vita), allora hai solo l’imbarazzo di scegliere il modo di festeggiare.
Un Carigliano? 

3 – continua

DiGery Palazzotto

Uno che scrive. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

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