Riolobos, una chiesa nido

Da Grimaldo a Riolobos
Da Riolobos a Carcaboso

Facciamo un gioco. Cliccate qui prima di leggere e alzate il volume (tranquilli è solo musica). C’è una canzone dei Fleetwod Mac che si intitola Dreams – forse il loro pezzo più famoso, lo state ascoltando spero – che stamattina si è infiltrata nei miei auricolari mentre scarpinavo tra Riolobos e Carcaboso, venti chilometri con una trentina di alberi sparsi in modo non uniforme. E quando siete soli, concentrati, con le endorfine in circolo la musica può avere strani effetti. 

Dreams è la canzone di un amore finito, quello tra Stevie Nicks, cantante del gruppo, e il chitarrista Lindsey Buckingham: ha un paio di strofe che mi hanno sempre colpito. Stamattina di più.
Dice nel ritornello (ve la traduco direttamente in italiano): “I tuoni arrivano solo quando piove, i giocatori ti amano solo quando giocano”.

A parte il problema sentimentale di Nicks (che è autrice del brano, lui l’aveva lasciata perché probabilmente attirato da altre donne) ci sono altri elementi di suggestione in queste parole. I tuoni sono un effetto collaterale della pioggia, come le difficoltà che arrivano quando si fa qualcosa: non far nulla è il miglior modo per allontanarle, ma una vita di occasioni mancate o manco create è arida, a proposito di condizioni meteo…
Quanto ai giocatori, ogni rimando alle nostre esperienze quotidiane è libero e abbastanza scontato: quando ci allontaniamo dal tavolo da gioco non contiamo più nulla per chi sino a un momento prima ci amava, seduto accanto a noi. Date liberamente un nome a questa situazione, io mi astengo perché sono in vacanza.

Ne ho scritto più volte qui e sui giornali, i cammini, specie se in solitaria, sono un ottimo incubatore di pensieri. Regalano momenti in cui ne afferrate uno, lo mettete dentro e quello fa il suo lavoro come raramente gli è consentito. Non deve slalomare tra incombenze concorrenti, non deve farsi spazio tra ingombri pratici. Si fa abito e si lascia indossare. Non è detto che sia comodo, però vi regala un’altra immagine di voi stessi allo specchio della coscienza (minchia coscienza, oggi va così), magari riesce persino a proteggervi. Molte delle nostre occasioni mancate sono figlie di pensieri che abbiamo pesato male o che non abbiamo lasciato crescere con la giusta tridimensionalità. Mi è capitato spesso di pensare che la speranza sia solo un’illusione rimandata. Mai durante un cammino.
Saranno le endorfine, il caldo secco, la cerveza ghiacciata in un minuscolo bar di un paese minuscolo. Ma ora né tuoni né pioggia, né giocatori né tavolo da gioco.

Solo l’eco di una canzone che supera il volume della tv in un consesso di compaesani che adorano guardarla tutti insieme, come negli anni Sessanta, ridendo e sfottendosi ad alta voce, felici di una semplicità che probabilmente vedo solo io attraverso i miei occhi fallaci di viaggiatore. Una canzone che non a caso si intitola Dreams.

12 – continua

Le altre puntate le trovate qui. Inoltre segnalo un podcast, intitolato Lento Pede, per tutti quelli che sono interessati all’esperienza di un cammino.

Di Gery Palazzotto

Uno che scrive. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

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