Il post “giornalisti o posteggiatori?” ha innescato dibattiti anche su Livesicilia e su Facebook. Siccome la differenza tra una discussione accesa e certe banali insinuazioni è netta, pubblico quest’appendice esplicativa che vale anche come monito: il primo che becco a scrivere scempiaggini sul sottoscritto lo querelo.

Come spesso accade, nel nome di una strenua difesa d’ufficio (fantascientifica in questo caso) ci si dimentica del problema per attaccare chi lo espone. Dice qualcuno: vabbè lui perché parla? Non lavorava là?
Il fatto che abbia lavorato per oltre vent’anni al Giornale di Sicilia esclude forse che io ne possa parlare?
Quanto al mio ruolo all’interno del giornale, ho testimoni in molte testate, oltre che al Gds naturalmente, che potranno dire del mio dissenso nei confronti della direzione riguardo alla gestione politica e strategica del quotidiano. Dissenso che – per essere chiaro – mi ha portato a rassegnare le dimissioni, dopo un lungo periodo di aspettativa non retribuita, due anni fa.
Per essere ancora più chiaro: proprio perché non mi piaceva come andavano le cose al giornale, ho preferito rinunciare a uno stipendio. Tutto ciò per non trovarmi nella posizione che qualcuno adesso, protetto da un anonimato virtuale, vorrebbe disegnare per me: quella di uno che vivacchia comodamente e se ne fotte degli altri.
Non è stato così, non è così, non sarà mai così per me.
Con le mie dimissioni sono passato da tremila e passa euro al mese a zero. Zero, ripeto. E l’ho fatto perchè ho una dignità, chiaro? Su questo argomento non tollero insinuazioni e sono pronto a difendermi in ogni sede. Insomma, tutto mi si può dire ma non di aver fatto la vita comoda, professionalmente parlando (anche se adesso non mi posso lamentare… sarà l’aria diversa).