Ho già spiegato perché questa iniziativa della Flotilla è secondo me importante, al di là di ogni trombonismo politico o scemenza da social. Oggi l’intervento di Sergio Mattarella cambia le prospettive. Perché viene da un uomo di estrema saggezza, innanzitutto. E poi perché quando un Presidente della Repubblica con la sua credibilità e il suo equilibrio interviene su un ambito così delicato, vuol dire che c’è una sola cosa da fare: fermarsi a riflettere.

L’iniziativa della Flotilla per quanto mi riguarda ha già riscosso il successo che merita. Ha scompaginato le cartacce di una politica codarda e scarsa. Ha dimostrato che esiste ancora uno spirito comune capace di seppellire il brancaleonismo dell’armiamoci e partite. E a nulla servono le speculazioni tipo “chi li paga?” o “sono vittime (o artefici) di una manovra politica”: non me ne frega niente di chi li finanzia, né del loro colore politico. Mi interessa il valore simbolico di una missione che mette un punto fermo sulla tracotanza del premier istraeliano Netanyahu (ulteriormente certificata all’Assemblea generale dell’Onu), uno che ha più sangue agli occhi che nel cuore. Mi interessa il rimarcare un concetto di acque territoriali più che controverso. Mi interessa il risveglio di una voglia di umanità.

Il Capo dello Stato invita alla prudenza, non alla resa. Non blatera di complotti per mettere in difficoltà l’Italia davanti ai partner dormienti dello scacchiere internazionale. Dice al contrario che questa missione ha un valore, e che questo valore deve essere salvaguardato insieme alle vite di chi lo porta avanti.

Gli eroi morti, al giorno d’oggi, servono solo a fare santini su cui imbastire ulteriori campagne di odio. E di odio ne abbiamo già abbastanza.      

Di Gery Palazzotto

Uno che scrive. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

2 commenti a “Ascoltare Mattarella”
  1. Buonasera
    Sono assolutamente d’accordo, riflettevo oggi sulla situazione dopo aver ascoltato l’appello del Presidente Mattarella e la risposta dell’equipaggio della Flotilla. Se la situazione dovesse degenerare (evenienza peraltro ahime’ possibile) a pagarne i danni sarebbero i volontari e sempre i palestinesi, rendendo tutto ancora piu’ difficile e drammatico.

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