Gery Palazzotto

Gery Palazzotto

in un blog (da 12 anni)

L’articolo pubblicato su la Repubblica. Peppino Impastato può essere considerato l’eroe antimafia più trendy. Non si offendano parenti ed estimatori poiché è proprio questo suo essere icona perfetta, simbolo perenne e mai impolverato, una delle ragioni fondamentali della sua popolarità. E la popolarità fa bene al messaggio. Impastato è nell’immagine collettiva, anche nel senso fisico […]

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L’articolo pubblicato su Il Foglio. Per molto tempo il rapporto tra digitale e analogico è stato visto come una contrapposizione: smartphone o telefono a conchiglia, iPad o carta, mp3 o vinile. Bianco o nero, prima o dopo, una logica viziata proprio dalla rigidità del codice binario, cioè da un alfabeto composto da due soli simboli […]

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C’è un gioco che faccio da ragazzo. Mi diverto a identificare i miei stati d’animo con un genere musicale, perché io ho questa dipendenza dalla musica per cui non c’è momento della mia esistenza in cui non abbia in testa o nelle orecchie una canzone. In principio sono stato funk, masticando ritmi e riff come […]

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L’articolo di ieri su la Repubblica Palermo. Prendete uno come Pif. Nel corso dell’anno lo intervistano su tutto. Lui non si nega e galleggia goffamente tra un’inutile provocazione politica e una sacrosanta battaglia civile come un discreto orecchiante delle cose dei nostri giorni. Ma è solo quando lo lasciano razzolare nel suo orticello, cioè quando […]

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A scuola mi ricordo scherzi atroci tra compagni di classe. La maglietta usata per pulire la lavagna era niente al confronto con quella che una volta traforammo con le cicche di sigaretta (beh, sì…) con il proprietario inconsapevole dentro. Un’altra volta misi la polvere dei gessetti tritati nelle scarpe di un mio compagno, seduto dietro […]

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Scrivere una lettera d’amore è una cosa molto facile da fare male. Laddove fare male significa fare in modo sbagliato, controproducente, autolesionista. Attenzione, questa non è una lezione di scrittura creativa – mi basta vedere cosa c’è in giro tra i presunti insegnanti di presunta scrittura per marcare il mio distacco dalla categoria – bensì […]

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Sono stato testimone della fine di un’epoca: la chiusura dei villaggi Valtur. In particolare ho assistito al canto del cigno del villaggio di Pila, nei pressi di Aosta, simbolo triste di un brand storico del turismo italiano. In passato il Valtur era sinonimo di divertimento, di cazzeggio giovane/giovanile, di sicura abbondanza e almeno sufficiente qualità. […]

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