Gravità
Gravité from Renaud Hallée on Vimeo.
Da ascoltare preferibilmente con una cuffia.
Gravité from Renaud Hallée on Vimeo.
Da ascoltare preferibilmente con una cuffia.
Mi è arrivato l’avviso di pagamento della Tarsu, l’imposta sui rifiuti. Siccome vivo a Palermo (e non a Parma o a Udine) ho il diritto di indignarmi per una tassa ingiusta, data la situazione igienica della mia città.
Riassumendo quello che si siamo detti negli ultimi anni, lo scenario è il seguente.
L’Amia, azienda per l’igiene ambientale di Palermo, è una società per azioni che ha come socio unico il Comune.
Nel 2002 i suoi dipendenti (dell’Amia) erano 1.500.
Nel 2008 erano quasi 3.000.
Nel 2002 il suo debito (dell’Amia) era di 38 milioni di euro.
Nel 2008 i milioni di euro erano diventati 186.
I suoi dirigenti (dell’Amia) hanno inventato negli anni passati un complesso sistema di incastri societari per mascherare il buco milionario. Buco causato anche da ingiustificati rimborsi per viaggi esotici degli stessi dirigenti (dell’Amia) e da note spese che comprendevano cene a base di aragoste e persino l’acquisto di giornali e sigarette (non solo ladri, ma anche miserabili).
Questi signori hanno avuto anche un lampo di genio: si sono inventati un’altra sede palermitana (dell’Amia) di 310 metri quadrati e hanno pagato quasi 13 mila euro al mese di affitto. Però poi si sono dimenticati di utilizzarli, quei locali.
Non si sono dimenticati invece di assumere o far assumere parenti dei dipendenti, figliocci di esponenti politici, e di sfornare precari di ogni genere e grado.
Il risultato di tutto ciò è sublimato in un celebre filmato.
Ecco, io oggi con i miei 455 euro mi sono assicurato un posto in prima fila per questo spettacolo.
Let’s colour è un progetto mondiale per trasformare gli spazi grigi, abbandonati e tristi in luoghi colorati. Questo video di Adam Berg, lo stesso autore di questa cosa qua, girato in quattro settimane tra Brasile, Francia, Gran Bretagna e India non è frutto di fotomontaggio e non vede coinvolti attori professionisti, ma semplici volontari armati di vernice e pennello.
Questo video mi ha riportato indietro all’8 settembre 1988 quando, in occasione della tappa italiana del tour Human rights now!, visitai a Torino una mostra di Mordillo. L’opera che mi colpì maggiormente – sono un appassionato di Mordillo – raffigurava una città tutta grigia con una sola casetta colorata. E, piccoli piccoli, due gendarmi che arrestavano il padrone della casetta ancora col pennello in mano.
Questo video postato sul Jerusalem Post spiega come i poveri soldati israeliani lanciatisi all’arrembaggio di una nave di pacifisti non siano stati accolti con applausi e abbracci. Non restava loro che sparare sugli ingrati.
Niente da fare, ogni volta che rivedo questa scena resto incantato dalla somma algebrica del talento di De Niro con l’arte (ruffiana) di De Palma.
Non amo particolarmente Marco Travaglio, ma il suo numero su Dell’Utri (di Annozero della scarsa scorsa settimana) è stato molto efficace.
Mi era sfuggito questo splendido cortometraggio della Philips (credo per pubblicizzare gli schermi 21:9). Altra roba rispetto agli esperimenti della Dream Kitchen dell’Ikea (esplorate bene le pagine per capire di cosa parliamo).
Via Twitter.