Un giallo coi baffi
Maurizio Costanzo è il nuovo direttore della collana “Il giallo Mondadori”.
Maurizio Costanzo è il nuovo direttore della collana “Il giallo Mondadori”.
Nelle polemiche sul televoto di Sanremo e sull’utilità degli esercizi di democrazia diretta c’è da irrompere con una domanda scema: chi l’ha detto che sulle scelte prese a maggioranza non si deve sindacare?
Quando svaniranno i fumi dell’oppio politico che ammorbano questo Paese, che annebbiano lo sguardo davanti ai guasti del “gusto corrente”, che confondono la quantità con la qualità, forse si potranno ricominciare a valorizzare le nicchie, i penultimi, i cantori rauchi.
E finalmente si potrà affermare che l’arte non c’entra nulla con la sovranità popolare. Le penne, i pennelli, gli archi, le ugole, gli scalpelli torneranno a fare il loro mestiere: stupire, sgretolare il muro delle consuetudini, raccogliere i fischi di un pubblico libero.
Allora tornerà la domanda scema: chi l’aveva detto che sulle scelte prese a maggioranza non si deve sindacare?
Risposta: nessuno che sia ancora al suo posto.
Sarà un bel giorno.
Collaborava con Rosalio e se l’è presa con Rosalio. Scriveva su questo blog e se l’è presa con me. Frequentava il forum di Roberto Alajmo e se l’è presa con lui. E chissà su quante altre teste internettiane si sarà abbattuta la sua scomunica.
Roberto Puglisi, bravo giornalista palermitano, non è mai domo. Se gli affibbiassero il ruolo di miccia per far detonare una discussione si offenderebbe perché non gli hanno dato il ruolo di fuoco, viceversa protesterebbe perché lo si potrebbe accusare di essere inutile strumento passivo (la miccia è inesorabilmente alla mercè della fiamma).
Eppure vi assicuro che Roberto Puglisi non è personalmente rissoso. Anzi, di persona è molto spassoso e discreto. Addirittura ironico e garbato. E’ la sua interfaccia o, chissà, il suo avatar ad aver bisogno di un sostegno: che sia un ritocco di silicio o una bella birra saranno gli eventi a deciderlo.
L’importante è agire presto.
Prima che Roberto possa postare un commento di censura contro se stesso e rispondersi mandandosi a quel paese.

Buon anno. E ricordate che l’amore, nonostante quel che ci vogliono far credere, non è un partito ma un sentimento. Quindi è per tutti.
Serenità.
La foto è di Daniela Groppuso.

Foto di Daniela Groppuso
Febbre a 39. Ma anche io voglio tranquillizzare tutti.
Grazie di cuore ai tantissimi che protesteranno perché queste pagine non saranno aggiornate. Sappiate che soffro in un ambito fisico e personale diametralmente opposto a quello del più illustre paziente d’Italia: io e il mio colon infatti invochiamo un giro di vite per il reato di frittura abusiva. Ma siamo il blog dell’amore e io non serbo rancore, non sono capace di odiare. Perché l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio. Anzi sull’olio.
Andate in pace. Burp!
AGGIORNAMENTO.
Comunicato delle ore 14.
Il paziente Palazzotto è stato sottoposto a lunghi accertamenti da parte dell’equipe medica catechizzata da don Tignitè. Al paziente, che ha ancora bisogno di santo riposo, è stato notificato a mezzo decreto il divieto assoluto di assumere alcolici. Appresa la notizia, il paziente ha serenamente mandato a fare in culo l’intera equipe e, in un accesso di amorevole rabbia, ha tentato di strangolare don Tignitè col catetere.
Riportato alla ragione dalla sua fedele sottosegretaria Daniela Bonaiuti, il maestro Palazzotto ha indossato un pannolone fresco e ha poi dichiarato: “Mi rimarranno due cose come ricordo di questi giorni: l’olio di pochi e l’amore di tanti. Il mio regno per una birra”.

Ieri mattina al bar “Antico Chiosco” di Mondello.
Una silenziosa processione di volti ancora accarezzati dal sonno.
Cornetto. Caffè. Centrifugato di frutta…
“No, questo è per il mio amorino”. La voce squillante appartiene a una signora di almeno 75 anni. Accanto a lei, un uomo sull’ottantina, sorriso sornione su un bel volto abbronzato: una di quelle facce per le quali è bello credere che le rughe siano solo un monumento a infinite risate.
Lei ha bloccato col palmo della mano il cameriere che voleva ritirare la tazzina: ce n’è ancora un sorso.
“Bevilo tu, amorino”.
Ci voltiamo tutti a guardarli. La donna ha una giacca e una gonna grigia. E’ piccola e rapida nei movimenti. Lui è sfavillante nella sua passività di coccolone, ha un maglione giallo sotto la giacca marrone ed emana quel tipo di felicità che è patrimonio di pochi, dei maratoneti della serenità.
Tutti gli occhi sono su di loro. E credo che i due giochino a filtrare gli sguardi di ammirazione da quelli di invidia. Magari ne parleranno dopo, passeggiando mano nella mano sul lungomare. O forse no, non gli interessa nulla di ciò che sta oltre lo schermo invisibile che li protegge dalla droga della consuetudine, dalla infezione della pigrizia sentimentale.
“Tu non sei vecchio” dice lei rivolgendosi più a noi che al marito, “tu sei forte!”. E gli tasta un bicipite. L’uomo ritira il braccio ridacchiando, come se volesse far credere di soffrire il solletico. Forse è imbarazzato. Ed è questa l’unica ragione che blocca il nostro applauso commosso.
Poi si allontanano insieme, abbracciati. Escono dal bar. Prima che la luce di una giornata meravigliosa li inghiotta, mi pare di vederli sincronizzati nei passi. Forse canticchiano.
Ora ne sono certo, non era affatto imbarazzo. Era solletico.
Tra mille notizie accessorie, mille inutili polemiche, mille beghe da miserabili c’è una segnalazione che merita attenzione. Primo perchè riguarda la salute, secondo perché è opera di volontari, terzo perché è pressoché gratuita.
C’è una campagna per la prevenzione del cancro al seno della Lega italiana per la lotta contro i tumori che non va sottovalutata. Per informazioni in ambito nazionale cliccate qui. Per la prenotazione delle visite a Palermo cliccate qui oppure telefonate allo 091 6165777.

Foto di Daniela Groppuso
Stamattina alcuni giovani hanno protestato, davanti a villa Niscemi, contro il sindaco di Palermo Diego Cammarata. Bravi.

Ieri l’ottima Stefania Petyx ha dato un altro contributo utile alla causa “liberiamoci dei pesi morti”, portando importanti testimonianze per il Cammaratagate.
Il sostituto di Boffo all’Avvenire lancia un appello ai cattolici affinchè giudichino il recente comportamento della stampa e delle televisioni (specie quelle private).
Aspetto che nei ritagli di tempo si giudichino chi e cosa hanno ispirato questo comportamento. Con calma però, non vorrei che i cattolici si sovraffaticassero.
Pare che Povia abbia scritto una canzone su Eluana Englaro. Non vedo l’ora di essere smentito.