Gaetano Riccobono, una delle voci più interessanti del panorama jazzistico nazionale, ha pubblicato un bel cd che piacerà anche ai non jazzofili. S’intitola “Fino a domani”, come la canzone che, per concessione dell’autore, potete ascoltare cliccando qui sotto.
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Un nuovo carico di musica per i runner. In questi giorni di freddo ho sperimentato la seguente playlist:
Nutbush City Limits – Tina Turner (senza Ike)
Lifted – Lighthouse Family
Do You Feel Like We Do – Peter Frampton
Cinnamon Girl – Prince
19 – Paul Hardcastle
I Can’t Dance – Phil Collins & Genesis
Slave To The Rythm – Grace Jones
Keep On Running – Robben Ford
Do It Again – Steely Dan
I Can’t Go For That (No Can Do) – Hall & Oates
I’m Only Human – Human League
Running In The Family – Level 42
Do I Do – Stevie Wonder
Something Got Me Started – Simply Red
The Logical Song – Supertramp
La sue canzoni più note sono Baby I love your way e Show me the way, tratte dall’album dei record, Frampton comes alive! che a tutt’oggi è il disco live più venduto di tutti i tempi.
Di Peter Frampton quelli della mia generazione ricordano due cose: la talking guitar e la forza del suo fascino sul pubblico femminile.
Ma chi ha avuto la fortuna di vivere da protagonista l’esperienza delle radio private dei fine ’70 primo ’80 ha impressa in mente anche un’altra canzone del musicista britannico, Do you feel like we do. Durata: quasi 14 minuti. Era la canzone che si mandava in onda quando si doveva rispondere al telefono, si doveva andare in bagno, insomma quando c’era necessità di allontanarsi per un po’ dal microfono.
Io, che ho condotto sempre programmi che andavano in onda a ora di pranzo, non so quanti panini avrò divorato con questo sottofondo.
Però, a dire il vero, Do you feel like we do non era l’unica canzone che serviva per prendere fiato. Ne ricordo un’altra, Float on dei Floaters, 11 minuti e passa. La usai una volta, era il periodo di Natale e mi avevano portato un regalo che volevo scartare con calma.
Arrivò il padrone della radio imbufalito. “Vuoi fare scappare gli ascoltatori?” urlò. Effettivamente era una canzone talmente soporifera che si sbadigliava già guardando la copertina…
Negli hot topics di Twitter dell’anno 2011 c’è un po’ di tutto e nulla di Italia. Tuttavia mi ha incuriosito la top five della musica e, più in particolare, il quarto posto di Gerry Rafferty, di cui ho ancora City to City l’album con la sua canzone più celebre, Baker Street.
Rafferty non ha rappresentato nulla di rilevante nel panorama musicale internazionale, a parte l’esempio sopra citato, eppure su Twitter quest’anno se ne è discusso moltissimo, nonostante l’artista sia morto nel gennaio scorso. Forse ci è sfuggito qualcosa?
Questo blog è letto da molti appassionati di corsa, maratoneti effettivi o in pectore. Dal momento che siamo in pieno “risveglio muscolare” dopo i bagordi estivi o, al contrario per chi sta preparando la maratona di New York, in fase critica, mi pregio di proporvi la mia playlist da allenamento.
Salite
Highway to hell -AC/DC
To be a lover – Billy Idol
Rockit -Herbie Hancock
Do it again – Steely Dan
Drinking Vinyl (Drinking Everything Mix) – Mikael Delta
Stylo – Gorillaz
Running in the family – Level 42
The way you make me feel – Michael Jackson
Cannonball shuffle – Robben Ford
Walk this way – Run DMC
Discese
Libertango – Astor Piazzolla
You should be dancing – Bee Gees
Livin’ it up – Bill LaBounty
Lessons – Chroma
Take it easy – Eagles
Blind – Hercules & Love Affair
All summer long – Kid Rock
Over My shoulder – Mike and the Mechanics
Whole Lotta Rosie – Pat Travers
Something got me started – Simply Red
Lunghi in pianura
Rock around the clock – Bill Haley and the Comets
L-O-V-E-U – Brass Construction
Viva la vida – Coldplay
Lullaby – The Cure
Long train runnin’ – Doobie Brothers
Scooby Snacks – Fun loving criminals
When love comes to town – Herbie Hancock, Johnny Lang & Joss Stone
Sun goddess – Earth, Wind and Fire
The politic of dancing – The Reflex
Start me up – Rolling stones
Ripetute
Moments in love – Art of noise
Don’t look back – Boston
Brick house – Commodores
Enjoy the silence (Timo Maas remix)– Depeche mode
Rage Hard (Young Person’s Guide Into The 12 Inch Mix) – Frankie goes to Hollywood
Tell you what – John Scofield
Sweet home Alabama – Lynyrd Skynyrd
Another one bites the dust – Queen
Black Betty – Tom Jones
Everybody have fun tonight – Wang Chung
E siccome il valore aggiunto di un blog che si rispetti è il contenuto originale, vi allego uno scherzetto musicale del sottoscritto che non è nuovo (i lettori più affezionati lo conoscono), ma di sicuro originale.
Vi garantisco che alle vostre gambe piacerà.
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Un gruppo di buontemponi, abili con mixer e tecnologie varie, ha composto questo rap con la voce del condirettore del Giornale di Sicilia, Giovanni Pepi.
E’ uno scherzo di buon gusto che, immagino, divertirà lo stesso Pepi.
Alzate il volume e buon ascolto.
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Ogni anno, in questo periodo, do un’occhiata alle statistiche del mio iPod per capire cosa ho ascoltato e soprattutto cosa ho gradito.
Ebbene da qualche anno a questa parte la mia top ten è dominata da vecchia musica. E per di più leggerissima, lo ammetto.
Nel 2009 i file che ho stropicciato di più, a parte alcuni pezzi di produzione propria che non fanno testo, sono Gonna make you sweat di C+C Music Factory, Rage Hard (Young Person’s Guide Into The 12 Inch Mix) dei Frankie goes to Hollywood nella bellissima versione di Reload e Blind (Frankie Knuckles Remix) di Hercules & Love Affair. Seguono Black or white di Michael Jackson e Something got me started dei Simply Red.
Lo so, è musica impalpabile. Ma vorrei vedere voi a correre per decine di chilometri (a piedi) con Atom heart mother dei Pink Floyd. Che comunque è in classifica, oltre il ventesimo posto.
Ecco un pezzo della canzone inedita di Michael Jackson intitolata A Place With No Name (che si rifà alla celebre A Horse With No Name degli America). Non si sa quando è stata registrata.
Certo che per un rockettaro ricordare a memoria le parole di questa canzone è come sperimentare su se stessi l’effetto di un cortocircuito spazio-temporale. O, più semplicemente, è la prova che, sotto il cielo giusto, basta poco per sentirsi felici.
Giochiamo ancora, se volete. Dieci brani nascosti. Stavolta dovrebbe essere un po’ più facile.
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