ago
30
2010
Della vicenda della scazzottata in sala parto al Policlinico di Messina mi sono fatto un’idea della quale non voglio parlare adesso. Dico solo che mi pare una storia ad alto rischio di ridimensionamento o chissà che.
Ovviamente è più che probabile che io sia in errore. In ogni caso mi faccio un nodo: così, appena i fatti saranno più chiari, ne discuteremo.
ago
25
2010

Vi prego di credermi. Da un paio di giorni, da quando ho scattato questa foto in un aeroporto italiano, mi chiedo: chi sarà mai il creativo che colloca prodotto e modelli su una strada ferrata, pronti per essere maciullati?
ago
24
2010
Ok, Steve Jobs è il guru telematico di questi tempi. Le sue creazioni hanno condizionato stili e comportamenti: si pensi alla rivoluzione dell’iPad.
Eppure il sistema operativo più diffuso rimane un altro.
ago
19
2010

Ogni sera, nel torpore agostano di un Tg1 che in quel torpore sguazza felice e realizzato, c’è un servizio su Bossi che biascica dittonghi senza esito e parla di un’entità geografica che non esiste, la Padania. Eppure, lui che è ministro per il Federalismo dovrebbe stare attento a rimanere all’interno dei confini del geograficamente plausibile.
Poi ieri sera è andato in onda un servizio dal titolo: “Ponte sullo stretto, un’opera che divide” (lo trovate qui, al minuto 25,39, dopo una gaffe tecnica che mostra una demolizione militare al posto della costruenda opera). L’ho visto con curiosità. L’ho anche rivisto su internet, per essere certo di aver capito bene.
Un’opera che divide? Nel servizio, a parte due frame, non c’è voce discordante rispetto al progetto del governo: un altro errore da matita blu per Augusto Minzolini, soprattutto tenendo conto del titolo fuorviante. Eppure, lui che è direttore del Tg1 dovrebbe stare attento a rimanere all’interno dei confini del giornalisticamente corretto.
A proposito di confini. Tra Bossi che invoca la supremazia della Padania e Berlusconi che vuole gettare ponti verso le propaggini dell’impero, io sono a favore del primo. Si dia ai padani quel che è dei padani. Ma si lasci agli isolani – che vivono da sempre di mare a nord, sud, est e ovest – la possibilità di essere lontani, difficili, isolati.
Quanto al ponte, non mi stanco di citare il meraviglioso articolo di Gesualdo Bufalino su la Repubblica del 19 settembre 1985. Che così si concludeva:
Con tutto ciò, come negare l’ esistenza del tumore Sicilia e delle sue minacciose metastasi d’esportazione? E’ un morbo vecchio di secoli, ma non saranno nè la segregazione nè l’ aggregazione a salvarcene: nè una chirurgia che ci amputi, nè un ponte che ci concilii. Occorrono cure diverse, e io dico timidamente: libri e acqua, libri e strade, libri e case, libri e occupazione. Libri.
ago
18
2010
Le lettere-testamento recapitate ieri alle quattro principali autorità dello Stato, Francesco Cossiga le scrisse nel settembre del 2007. L’unica che è andata a segno è quella al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che già allora era al Quirinale.
Le altre, ironia della sorte, sono finite agli antipodi. Quella scritta mentre il premier in carica era Romano Prodi è stata consegnata a Silvio Berlusconi. Quella per il presidente del Senato, anziché trovare Franco Marini ha beccato Renato Schifani. Quella per il presidente della Camera è stata ricevuta da Gianfranco Fini anziché da Fausto Bertinotti.
Non so perché, ma piuttosto che agli incroci del destino in questi casi mi viene da pensare alla roulette russa.
ago
14
2010

Guardate dentro il vostro frigo, in questi giorni di agosto. Scommetto che, nella stragrande maggioranza dei casi, lo troverete semivuoto o comunque non pieno.
Se, come si dice, siamo quel che mangiamo, il nostro frigo è lo specchio delle nostre intenzioni. Chi non è in vacanza, in questo periodo ha poca voglia di trastullarsi tra i fornelli e chi invece è in giro sarebbe uno stupido se lasciasse la roba a invecchiare in frigo.
Questo per dire che, ad agosto, pur essendo un tirchio (che ormai vive ritirato) mi piace andare a mangiare fuori e sentirmi quasi normale.
ago
12
2010
Non so voi, ma io in una rosticceria che si chiama “Peli e penne” non ci comprerei niente.
ago
10
2010
Anche oggi la Repubblica dedica cinque pagine alla difesa di Fini, mentre il Giornale continua la raccolta di firme per mandare a casa il presidente della Camera.
Insomma un giornale di sinistra difende un monumento della destra e un giornale di destra tenta di demolirlo.
E’ sempre più difficile andare avanti e schivare le macerie di un Paese e della sua coerenza.
ago
10
2010
A ottobre il Papa sarà a Palermo e celebrerà messa al Foro Italico. C’è chi teme per l’erba del prato.
ago
7
2010

La prima pagina di Repubblica Palermo stamattina sul mio iPad.
ago
6
2010
Pare che la Lega Calcio, l’organismo più resistente all’evoluzione millenaria dopo gli squali, le tartarughe e una rara specie di lepidottero che vive sul versante sudest della seconda discesa a sinistra della prima porzione orientale della Papuasia, abbia deciso di vietare ogni forma di testimonianza umana delle partite, eccezion fatta per Sky, Rai (“Quelli che il calcio”, cioè la trasmissione che meno si occupa di calcio tra le trasmissioni sportive) ed eventuali network milionari.

Ciò significa che tutte le tv private perderebbero trasmissioni di punta, audience e spunti commerciali.
Sono un abbonato Rai, sono anche abbonato a un network privato: insomma pago tutto quello che c’è da pagare per vedere poche ore di tv all’anno. Per il calcio pago qualcosa in più, anche se io vorrei andare allo stadio, ma mia moglie (tifosa pure lei) ha un debole per la tribuna cuscinata del divano di casa.
Però un campionato senza i salottini delle tv private, senza la passione di telecronisti nostrani che farebbero quel mestiere anche gratis, senza il tifo verace che i media blasonati ci negano, senza il sudore vero che è il contrario di quello che appare prima e dopo il superspot, un campionato così io non me lo immagino.
Quella che la Lega calcio ha in mente è una competizione che si allontana, istante dopo istante, dalla gente, dal substrato del tifoso. E’ un modello che è sempre più Balotelli (un giocatore che se ne infischia del pubblico pagante della sua squadra, cioé di chi gli dà lo stipendio) ed è sempre meno Miccoli (uno che sceglie di rimanere in una piccola società pur di mantenere il piccolo scettro di piccolo re, anche a discapito dei guadagni).
La Lega Calcio è l’organo infetto di un Paese malato, dove neanche il divertimento si discosta per un attimo dalla logica del profitto sempre e comunque, dove la monetizzazione parte col primo applauso dell’ultrà borchiato e termina con l’ultimo sorriso di plastica di Simona Ventura.
Se fossi in campo saprei io contro chi scagliare la pallonata definitiva.
ago
4
2010

Davanti a simili triangolazioni non c’è da chiedersi altro che: com’è possibile?
Da Corriere.it
lug
31
2010
Forza
Italia,
Non
Inchinarti
Forse
Inizia
Nuovo
Inciucio
Fuga
Innaturale
Nell’
Ignoto
lug
29
2010

Per Belen un’estate di nubi. Le vogliono togliere la conduzione di Sanremo, i contratti pubblicitari e il diritto di cittadinanza televisiva in generale. Tutto perché è stata coinvolta nell’inchiesta milanese sulla cocaina.
In tv e sui giornali si discute sulla possibile riabilitazione pubblica, sulla resurrezione dell’immagine di chi ha avuto a che fare con la droga. Speriamo che un giorno si discuta anche del perché una bella ragazza – bella e basta – che parla un italiano goffo con una brutta voce, che non ha idea di cosa sia la recitazione e che in fondo non sa far nulla a parte che mostrarsi, debba presentare il festival di Sanremo, pubblicizzare i prodotti italiani e monopolizzare salotti, divanetti e seggiole di ogni trasmissione televisiva di questo Paese.
lug
28
2010
Siti di informazione e blog impazziti di divertimento per questo simil rap pubblicato sul blog di Gianfranco Micciché. Un trust di cervelli sta cercando di spiegare a Minzolini il senso di quei presunti endecasillabi: poi forse seguirà editoriale.