mar 30 2012

Tante cose belle

Tra le foto del mio passato c’è questa, che non mi appartiene e non mi ritrae. E’ una foto che per la leggerezza del gesto e per il momento che ferma, mi è sempre rimasta in mente come qualcosa di vago e bellissimo. L’avevo vista una volta molti anni or sono, ero anche presente quando fu scattata, ma nulla di più. Poi, qualche giorno fa, ho chiesto ai miei due amici che sono immortalati nello scatto di averla. Perché? Perché mi piace, perché la voglio pubblicare sul mio blog. E perché – loro lo hanno appreso un po’ sbalorditi – fa in qualche modo parte del mio passato pur raccontando un’altra storia felice, la loro.
Quindi eccola qua.
Dobbiamo essere egoisti e spregiudicati con le cose belle.

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mar 29 2012

Let’s tweet again / 2

Da Twitter, ieri

ViaFede, sequestrato l’oro diGheddafi,Lusi promette “restituisco tutto”. Insomma abbiamo risolto il problema del Pil in poche ore.

@NavePirata: Neanche i sofficini sorridono più

Dopo Fede c’è Toti. Dalla stampa alle stampelle.

@Scandura: Ciancimino Jr ha fatto una dichiarazione di voto a favore di Orlando. Voterà con la fotocopia dell’originale in fotocopia

Da tifoso del Palermo: ma chi glielo doveva dire a Nocerino che avrebbe giocato contro il Barcellona?

@stanzaselvaggia: Comunque Twitter dà indicazioni fumose. Mi suggerisce di seguire la Santanchè senza specificare con quale modello di balestra.

A tutti i giornalisti! Propongo di eliminare le frasi “tormentone sul web” o “sul web impazza”: sanno di deresponsabilizzazione.

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mar 29 2012

Scherzi e notizie

Da tempo disquisiamo qui e altrove del peso e del ruolo di Twitter sulla gestione delle notizie. Ieri si è verificato il tipico cortocircuito tra verità e finzione, o peggio tra il sentito dire e il dire sentitamente. In breve, Vanity Fair ha scambiato lucciole per lanterne imbastendo un articolo su quello che in realtà era uno scherzo via Twitter di Gerry Scotti.
Il web, che è regno di superficialità ma anche di grandi approfondimenti, nulla perdona e nulla regala. Aggravante: sulla carta stampata le cazzate si dimenticano prima che su internet, perché è vero che scripta manet ma è anche vero che dipende dal supporto al quale sono affidati gli scritti. La carta, un tempo considerata il più sicuro custode delle memorie, cede il passo all’impalpabile testo online. Dove nulla si distrugge persino se poco si crea.
Dei giornali nulla rimarrà, ed è ormai questione di anni. Del web ci sara sempre una cache da rintracciare, copiare, diffondere.

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mar 28 2012

Il cittadino testimone

L’ultima moda tra i cultori delle ultime mode è il liveblogging (o il livetwitting) degli avvenimenti di cronaca, soprattutto di politica. Sono moltissimi i giornalisti che raccontano la riunione di partito o la presentazione di un candidato con flash di 140 battute al massimo.
In realtà questa pratica è ben conosciuta dai blogger più scafati. E ha una controindicazione pericolosissima: rivela in modo immediato la competenza dell’autore.
Sin dalle scuole elementari ci insegnano che il riassunto è una cosa complessa, spesso più del tema dove parole e frasi non si contano.
Il liveblogging ovviamente non è giornalismo, chiunque può farlo. Anzi credo che un non giornalista abbia una maggiore agilità mentale per fotografare un evento su Twitter senza necessariamente impelagarsi nell’interpretazione, nell’obiezione, nell’orpello stilistico.
Il cittadino testimone è anche una bella immagine metaforica, no?

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mar 28 2012

Let’s tweet again / 1

Da Twitter, ieri.

Dopo il sorbitolo, il nitrito di sodio. Per seguire la cronaca da oggi serve una laurea in chimica.

Emilio Fede : “C’è una manovra per farmi lasciare il tg4″. Speriamo che sia sufficientemente spericolata.

Hitler testimonial di uno shampoo. Dalla pulizia etnica a quella dei capelli.

Oggi in televisione ho visto un tale che si faceva chiamare Divino e l’unico miracolo era che nessuno lo mandava a fare in culo.

A Palermo gli operai Gesip chiedono aiuto a Orlando. Che con l’interprete di aramaico s’impegna a risolvere il loro problema.

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mar 27 2012

Detonazioni

Alla fine si scoprirà che erano più detonanti i legumi di Aiello rispetto ai candelotti di Ciancimino: questione di pancia.

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mar 27 2012

O così o me ne vado

Il succo delle dichiarazioni di Mario Monti è questo: o così o me ne vado. E mai, a mia memoria, un premier aveva minacciato di mollare tutto per il rischio di mancata coesione tra il Paese e il programma di governo. Certo, si dirà, questo non è un esecutivo eletto ed è più facile muoversi per ultimatum. Ma i governi che c’erano prima, pur non essendo tecnici, l’aut aut l’utilizzavano ugualmente, solo in modo più presuntuoso: ad esempio minacciando o imponendo la fiducia.
Credo che la presa di posizione di Monti meriti un minimo spazio nella memoria delle cronache giornalistiche e spero che qualche giornale le dedichi una riflessione ben più approfondita e prestigiosa di questa.
Dalla spocchia del “tanto ce la facciamo da soli”, del “pensatela come volete, noi abbiamo i numeri” al “se vi piace così va bene altrimenti ce ne andiamo”, mi pare che di differenza ce ne sia. Solo che ormai ci siamo abituati a una politica senza tette, culi e barzellette sporche e la crisi di astinenza dal trash fa passare in second’ordine una ritrovata serenità di contenuti.
Monti non è certo il miglior premier (ci sta dissanguando e chissà per quanti anni lo malediremo), però persino i suoi antipatici ultimatum rischiamo di passare alla storia come buone notizie.

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mar 26 2012

Investimenti

Qualche anno fa ho messo quattro soldi, ma proprio quattro, su un fondo d’investimento. Al consulente spiegai che mi bastava tenere quella cifra lontano dal conto corrente per evitare che le mie mani bucate la dissipassero in un fiat. Mi furono fatte firmare carte, mi furono impartite lezioni di macroeconomia, fui rassicurato e anzi blandito: era la migliore scelta che potessi fare.
Effettivamente subito dopo mi sentii risollevato: non avevo più la disponibilità di quei soldi e ogni tentazione era allontanata.
Ovviamente di tutta quella valanga di promesse di guadagno non una sola corrispondeva a realtà: ma non mi ero fatto illusioni.
Quello che mi fa imbestialire è che ogni anno la società che gestisce questo fondo mi manda un plico identificato ottimisticamente come “estratto conto”. Cinquantasette pagine zeppe di grafici, previsioni, stime, proiezioni al 2025 e più avanti ancora. E della mia situazione personale non si capisce un tubo. E non credo che basti una laurea in economia per decrittare un paio di dati utili. Tutto quello che è scritto su quelle pagine svolge una funzione elementare e criminale: confondere le idee. › Continua

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mar 24 2012

Invecchiare

Mi sono reso conto di essere invecchiato l’altro giorno quando, dopo anni di meraviglioso isolamento, sono andato a una affollatissima conferenza stampa (quella di Leoluca Orlando). In mezzo a centinaia di giornalisti e/o reggitori di microfono non ho riconosciuto che pochi colleghi coi quali, quasi con spirito di autodifesa, ho cercato di fare gruppo.
Quasi subito uno dei giovani cronisti d’assalto ha preso la parola e ha fatto la seguente domanda a Orlando: “Qual è il suo programma?”.
Chiedere a un candidato sindaco qual è il programma equivale ad annullare la conferenza stampa, perché quello comincerà a parlare e non la finirà più. E così è stato: Orlando ha detto di tutto e di più, impiegando in modo sapiente il poco tempo che c’era a disposizione. E non rispondendo alle domande vere, quelle rimaste nella testa di molti intervistatori.
Ecco, quando penso a giornalisti come l’autore della domanda di cui sopra (che non ha ancora capito l’errore commesso perché evidentemente nessuno gli ha mai spiegato l’abc del mestiere) mi rendo conto di essere invecchiato. Felicemente.

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mar 23 2012

Siracusa

Qualche giorno fa abbiamo fatto un giro dalle parti di Siracusa e siamo rimasti estasiati. Ecco tre scatti a mo’ di testimonianza.
Le foto sono di Daniela Groppuso.



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mar 20 2012

Grande Fossati

Non sono mai stato un appassionato di musica italiana, però l’addio al palco di Ivano Fossati priverà il nostro Paese di un cantautore unico nel suo genere. Fossati – in queste ore sul web se ne scrive come se fosse morto e c’è sempre da toccare ferro in questi casi – è un artista politico e allegorico, un poeta e un manovale delle note, un tipo snob e al tempo stesso popolare.
La sua grandezza si misura a piccoli passi: lui non è mai stato incline ai colpi di testa e agli effetti speciali.
Io non finirò mai di ringraziarlo per avermi accompagnato in chilometri e chilometri di corsa con canzoni come queste. Nella mia playlist, tra rock, blues, fusion e musica unz unz, c’è sempre stato uno spazio dedicato alle sue atmosfere rarefatte. Per distrarsi dalla fatica, per non pensare alle gambe che bruciano, per meglio godere delle endorfine. Grande Fossati.

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mar 16 2012

Ma va

Qualcuno si meraviglia perché il figlio del boss Provenzano parla come il figlio del boss Provenzano. Ne scrivo qua.

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mar 15 2012

Berlusconi dance, il gioco

Sul web circola ora un giochetto – mi dicono che in gergo fa parte dei cosiddetti ragdolls – in cui c’è un sottofondo che ai più affezionati lettori di questo blog dovrebbe essere familiare. Enjoy.

P.S.
Usate il mouse per trascinare il simulacro dell’ex presidente del Consiglio.

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mar 12 2012

Sogni olimpici

Date un’occhiata a questo bel progetto multimediale di Tony Gentile.

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mar 9 2012

Dell’Utri a piede libero

Garantismo a parte, a me fa un certo effetto fa vedere libero e relativamente tranquillo uno che ha definito eroe un delinquente come Vittorio Mangano (e che per di più dice di essere molto soddisfatto).

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