set
3
2010
Si fa un gran parlare di tolleranza. Verso gli immigrati, verso gli altri, verso quelli che riteniamo diversi. E nel discuterne si ammanta il termine, e soprattutto il concetto, di un significato quasi sacro quindi assiomatico. Bisogna essere tolleranti perché è giusto esserlo e perché non esserlo rappresenta un danno a se stessi e alla società.
In realtà tutto sarebbe più semplice se si riuscisse a far passare una considerazione elementare: la tolleranza è un atto di estremo egoismo, un sano pensare a sé fingendo di pensare al prossimo.
Ad essere tolleranti si guadagna in salute, si perde meno tempo in pensieri inutili.
Al giorno d’oggi il tollerante è un furbo travestito da altruista.
set
2
2010
Secondo Pierluigi Bersani “il berlusconismo fa regredire la politica a fogna”. Finalmente una dichiarazione sensata. Noi l’aspettavamo da tempo.
set
1
2010
Secondo me Marcello Dell’Utri ha diritto di parola in un pubblico consesso, come tutti. Persino Totò Riina, Michele Greco e Leoluca Bagarella (tanto per fare esempi non a caso) hanno potuto dire la loro mentre erano agli arresti.
E sapete perché la penso così? Non per questioni legate alla libertà di parola o ad altre menate che ormai stanno sui libri e non nella vita, ma per un motivo prettamente pratico.
Dell’Utri, come chiunque altro, fornisce con le sue parole un giudizio di se stesso molto più aderente alla realtà di qualunque inchiesta giornalistica o giudiziaria. Insomma più parla, più noi capiamo perché parla.
Quanto ai contenuti, che si tratti di patacche, di reperti storici, di Mangano, di eroi di mafia o di panini con la milza, non ce ne frega un tubo.
ago
29
2010

L’Espresso questa settimana si accorge di una notizia non proprio nuova. Però è meglio tardissimo che mai.
ago
26
2010
A Palermo, in agosto, ci sono state due operazioni della polizia contro i posteggiatori che estorcono denaro in cambio di una presunta protezione della vettura.
Spero che ci siano sempre più blitz di questo genere e sempre meno persone che obiettino che la polizia dovrebbe occuparsi d’altro, di roba più importante, eccetera.
La maggior parte di questi posteggiatori sono delinquenti, una minima parte sono persone in stato di necessità. La migliore maniera di agire, secondo me, è far capire ai primi che la legge si rispetta senza eccezioni, e insegnare ai secondi che unirsi ai delinquenti non è il miglior modo per sbarcare il lunario.
ago
23
2010

Tutto credevo di poter fare, tranne che coronare un antico sogno: trascorrere qualche giorno in una casa su un albero.
ago
16
2010

Come era tristemente prevedibile, Debora e Romina, meglio note come le coatte di Ostia, sono diventate un fenomeno dell’estate.
Se non fosse imbarazzante da pronunciare, la parola che più potrebbe dare un’idea della loro situazione sarebbe: successo.
Le due ragazzine che – ricordiamolo – sono diventate un fenomeno mediatico per aver risposto a domande fesse in modo ancora più fesso (in una lingua che traveste gli strafalcioni da espressione dialettale), adesso hanno addirittura un agente che seleziona per loro proposte televisive, cinematografiche, eccetera.
E’ il destino ineluttabile del coatto che, per fortuna o altro, riesce a guadagnarsi un minuto davanti alle telecamere. Il premio immeritato che non sorprende più nessuno al di fuori del premiato.
In un capovolgimento di mare e cielo, di sapienza e ignoranza, di meraviglioso e orribile, le coatte di Ostia non hanno alcuna colpa se non il compiacersi della propria feconda ignoranza.
Andranno lontano e, quel che è peggio, non smetteranno di parlare quello slang bullesco che – loro non lo sanno – toglie freschezza alla loro giovinezza.
D’altro canto il giorno in cui impareranno la consecutio temporum, sarà la loro fine.
ago
12
2010

Libro in vendita al Grande Migliore, un centro commerciale di Palermo.
(sul motivo del ringraziamento alla Regione Sicilia non c’è indizio che consenta, al momento, un’ipotesi)
ago
11
2010

Il “cattivo” dell’estate – ogni stagione ha i suoi – è un tale Giancarlo Tulliani, un ragazzotto intraprendente e arrogante che ha messo nei guai Gianfranco Fini. I giornali si divertono a dipingerlo come spregiudicato al limite dell’incoscienza, prepotente al limite della ridicolaggine, sfacciato al limite dell’insolenza.
Tutto accade adesso, dopo che altri giornali – quelli di proprietà di un altro arrogantello e spregiudicato che però non può godere più dello status di ragazzotto – hanno raccontato i presunti favori di cui il tale Tulliani godeva grazie a sua sorella, compagna del presidente della Camera.
Il bello di questi personaggi è che sono creati per non riscuotere disparità di opinioni: non sono ricchi di famiglia ma lo diventano (e ciò attira le antipatie di chi con lo stipendio non arriva a fine mese), restano a lungo invisibili alle cronache (e ciò attira le antipatie di chi sui giornali ci finisce troppo spesso), appaiono splendenti pur brillando sempre di luce riflessa (e ciò attira le antipatie di chi vive al buio), difficilmente pagano di persona (e ciò attira le antipatie di chi paga anche per colpe non sue).
Però al termine di queste righe mi rendo conto che Giancarlo Tulliani in fondo non è un “cattivo”: i cattivi, soprattutto quelli senza virgolette, ostentano la forza di una responsabilità, si battono sino alla fine brandendo ragionamenti come se fossero mazze ferrate, si dimenano alla ricerca di un colpo di scena che possa scavare una trincea per loro e una fossa per un altro. Questo tale Tulliani è in fondo un opportunista viziatello, troppo giovane per essere preso come cattivo modello e troppo vecchio per restare impunito.
Il miglior modo per celebrarlo è dimenticarlo presto.
ago
7
2010
Su Panorama di questa settimana, accanto alla stroncatura di un noto bestseller italiano, c’è un’ottima recensione di Salina, la sabbia che resta.
ago
6
2010
Costa, Cassarà, Antiochia. Oggi ricorrono gli anniversari della morte di tre eroi della lotta alla mafia. Un inchino alla loro memoria e un abbraccio virtuale ai familiari.
P.S.
Per i lettori più giovani: trovate il tempo per leggere le pagine linkate ai nomi. Sono storie esemplari e istruttive.
lug
24
2010
Noi saremo pure quelli del partito dell’odio e del buio, lui ha diritto di restare nel partito dell’amore e del sole. A scacchi.
lug
23
2010
Una breve comunicazione di servizio e un consiglio ai giovani.
La prima è che, come al solito, questo blog non chiude ad agosto. Ci sarà magari una lieve rarefazione dei post, ma rimarremo in trincea.
Il consiglio è in qualche modo collegato alla comunicazione di cui sopra. L’estate è un momento strategicamente importante per chi vuole entrare col piede giusto nel mondo del lavoro.
Nei giornali – è l’ambiente che conosco io – si entra in estate, quando tutti sono in ferie. Lo spirito di sacrificio risalta con il caldo, il sudore non soltanto lucida i muscoli ma fa luccicare le intelligenze.
Ragazzi, se davvero volete fare un mestiere di cui siete appassionati, spostate le vostre ferie a ottobre.
lug
13
2010

Nell’intercettazione pubblicata oggi dal Giornale di Sicilia il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, dà dello psicopatico al condirettore del giornale, Giovanni Pepi, e suggerisce all’ex presidente dell’Amia, Gaetano Lo Cicero, di tenere pulite le strade in cui abitano Pepi e il direttore del quotidiano Antonio Ardizzone.
Queste righe ci dicono alcune cose a mio parere importanti.
1) Il sindaco, che ha sempre teso a minimizzare l’emergenza immondizia, ammette che Palermo annega nella spazzatura e invita, colpevolmente, Lo Cicero a fregarsene del “resto della città” e a concentrarsi solo sulle zone calde.
2) Il Giornale di Sicilia, che in passato e per lungo tempo ha tenuto nei confronti di Cammarata, un atteggiamento benevolo e protettivo ha, negli ultimi mesi, cambiato registro.
3) Il camper del GdS ha un’utilità sociale e, da oggi, giudiziaria. Vero giornalismo on the road.
4) Un sindaco che parla così di un giornalista è un cialtrone.
5) Un sindaco di Palermo mollato dal giornale di Palermo, se non si chiama Leoluca Orlando, va a picco senza lasciare bollicine.
lug
13
2010

Vanity Fair, questa settimana, ricostruisce il primo incontro tra il presidente Berlusconi e la dama bianca Federica Gagliardi, 30 anni, la bionda che è stata notata al fianco del premier al G20 di Toronto.
Il dialogo che segue, per quanto surreale possa sembrare, è ricostruito sulla base dell’intervista fatta dal settimanale a una persona “molto vicina” alla Gagliardi.
E’ il 26 marzo scorso e il premier è appena arrivato al Salone delle Fontane dell’Eur per concludere la campagna elettorale di Renata Polverini. Sono appena partite le note di Meno male che Silvio c’è quando Berlusconi nota una bionda in prima fila e la abborda.
“Ciao bella, cosa ci fai qui?”.
“Nulla, presidente. Sono laureata in utroque iure”.
“Utroche?”.
“E parlo quattro lingue”.
“Interessante, qual è il tuo sogno nel cassetto?”.
“Presidente, vorrei fare un’esperienza di lavoro internazionale”.
“Aspettiamo il risultato di queste elezioni. Chissà mai che in caso di vittoria possa arrivare un premio…”.
La Polverini vince e il premio arriva. La dama parte al seguito del Cavaliere.
A rendere verosimile l’inverosimile, qualche nota biografica della Gagliardi e qualche curiosità.
La signorina ha lavorato in passato per un assessore della giunta Veltroni, poi si è candidata con l’Italia dei Valori di Di Pietro (ha preso ben 24 voti) e adesso presta la sua opera per Renata Polverini, presidente di centrodestra della Regione Lazio.
Il suo programma tv preferito è Porta a Porta.
Il suoi film preferiti sono Avatar e Pretty Woman.
Il suo libro preferito è Uomini che odiano le donne.
Insomma un’intellettuale dei nostri tempi.