feb 4 2012

Ricaricare le pile

Tempo permettendo, me ne vado qualche giorno sulle nevi francesi. In un posto dove, da decenni, ricarico le pile del cervello e faccio girare un po’ il vecchio motore delle gambe. Sistemando cartelle di files e preparando il computer portatile ho trovato alcune antiche foto di indimenticabili sciate. Mi è venuta una certa nostalgia, lo confesso. E non per il tempo che è passato, ma per quello che facevo, che facevamo, da ragazzi sugli sci.
Non sto qui a tediarvi, però ci buttavamo in certi canaloni…

 

… per non parlare dei salti, delle piroette, della velocità (ho ancora un nervo della mano lesionato per un incidente del 1987).
Adesso le cose sono un po’ cambiate. La velocità è diminuita, la prudenza è aumentata. Il futuro ormai appartiene a quella scheggia di mia moglie, che ha imparato a sciare ieri e già mi dà del filo da torcere (le manca solo il livello agonistico).
Insomma tutta questa tiritera per dirvi che vado in un posto bellissimo, che ispira pensieri bellissimi. Serenità a tutti.

P.S.
Comunque in questi giorni ci sentiremo, magari con temi più leggeri, quindi rimaniamo in contatto.

 

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feb 2 2012

Cicogna, vola altrove

L’altra sera, sempre per via della terribile influenza, ho visto per la prima volta “Wild Oltrenatura”, su Italia 1. Il programma è una via di mezzo tra una raccolta di video truculenti, con leoni che azzannano guardiani di zoo e squali che staccano gambe a bagnanti incaute, e un’ostentazione di finte prove di ardimento della conduttrice Fiammetta Cicogna.
Il risultato è osceno. I filmati choc sono in tutta evidenza paccottiglia raccattata nei circuiti televisivi internazionali (soprattutto americani, dove questo genere va ignobilmente forte) e basterebbero da soli per far crollare il programma. Il peggio arriva con gli interventi della conduttrice che lasciano allibiti: c’è una finta missione da compiere, con finti pericoli, con una finta eroina (la Cicogna), con una finta regia che presuppone finti telespettatori.
Dalle battute pronunciate esattamente come in una recita scolastica, alle situazioni inverosimili il programma è un crescendo di insulsaggini come raramente mi era capitato di vedere.
L’altra sera questa tale Fiammetta Cicogna doveva scendere da un’imprecisata vetta delle Dolomiti e, tutto in un respiro, ha urlato alla camera, è saltata dall’elicottero, ha sorriso, si è fatta calare con la corda da un dirupo di un paio di metri, ha finto di cadere, ha sbuffato, ha porto i vestiti a un tale che si faceva il bagno nudo nel ghiaccio, ha sorriso, ha costruito una slitta in un minuto e mezzo, ha urlato alla camera, ha ricavato una canna da pesca da un ramo e una piuma d’uccello, ha mangiato legno macerato nell’acqua, ha dormito all’addiaccio, non ha fatto colazione, ha sorriso, ha pescato una trota, ha perso l’acciarino, ha urlato alla camera, ha mangiato la trota cruda (compreso l’occhio), ha sbuffato, ha sfidato un lago ghiacciato con voce tremante, ha digerito la trota, è arrivata a destinazione, ha sorriso, il tutto senza mai scombinarsi i capelli.
Insomma l’unica prova estrema di questo programma è quella richiesta allo spettatore, che deve cercare di non lanciare il telecomando contro il televisore.
E poi altro che Oltrenatura.
Contronatura, signori, contronatura.

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feb 1 2012

La pillola va giù

Ogni volta che mi becco la febbre:
1) Non sto soltanto male, regredisco, piagnucolo: con 37,2 non si scherza!
2) I miei genitori chiamano per intimarmi di prendere l’antibiotico.
3) Non voglio prendere farmaci.
4) Leggo poco e dormo molto, rifletto sul destino amaro che mi è toccato.
5) Uso la tv come anestetico. › Continua

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gen 30 2012

Ridere

Ridi sempre, ridi, fatti credere pazzo, ma mai triste. Ridi anche se ti sta crollando il mondo addosso, continua a sorridere. Ci sono persone che vivono per il tuo sorriso e altre che rosicheranno quando capiranno di non essere riuscite a spegnerlo.

Roberto Benigni

Chi mi conosce sa che una delle mie frasi ricorrenti (tutti più o meno ne abbiamo una) è: non riusciranno a spegnere questo sorriso.
Quando ieri mia moglie mi ha segnalato questa citazione di Benigni, mi sono accorto che era un bel po’ di tempo che non pronunciavo quelle parole. Perché, accomodato in una vita serena, mi ero dimenticato degli “spegnitori abusivi di sorrisi”.  E invece no, mai abbassare la guardia. Anche se non te ne accorgi, c’è sempre il rosicone di turno pronto a godere di una tua minima incertezza. E bisogna essere sempre armati di una risata che lo seppellisca.

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gen 27 2012

Web, chi pensa ai contenuti?

C’è una corsa forsennata a prendere posizioni sul web, soprattutto sui social media. Tutti ad aprire account, a rimodellare siti. Solo in pochi, illuminati, si preoccupano anche dei contenuti, cioè di quello che bisogna infilare dentro questi meravigliosi pacchetti virtuali, confezionati con carta pregiata.
Vige in questo momento una logica attendista che in realtà nulla ha a che fare con la prudenza. Si dice: occupiamo uno spazio, mettiamo su una bella vetrina, tanto qualcosa accadrà tra pochissimo. Però aspettiamo che accada.
L’atteggiamento è sbagliato per tre motivi.
Primo. Il web non è un’altra realtà ma un’appendice della realtà. Un commerciante serio non aprirebbe mai un negozio senza nulla dentro solo per prendere possesso di un locale che non è prezioso né esclusivo.
Secondo. I contenuti sono essi stessi un prodotto, per di più altamente specialistico. Hanno un costo, ma consentono ricavi. Farne a meno non è una scelta, è una stupidaggine.
Terzo. Occupare asetticamente uno spazio web potrebbe urtare la suscettibilità del visitatore che fuggirebbe dal sito e difficilmente tornerebbe sui suoi passi.
Conclusione. Meglio non fare nulla se non si è certi di cosa si vuol fare.

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gen 26 2012

La fotogallery è volgare? Verrà rimossa

La fotogallery sulla pubblicità e il sesso pubblicata sul sito del Corriere della Sera è volgare, via Twitter Alessia Glaviano si lamenta col direttore Ferruccio De Bortoli e lui annuncia la rimozione delle foto.
Tutto in modo semplice, lineare.
Bello.
Ecco il lato utile di Twitter.

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gen 24 2012

Il re dell’alpinismo

C’è un bellissimo libro di Walter Bonatti che racconta il romanzo di una vita. Quella di Bonatti, appunto, re dell’alpinismo classico. Il libro si intitola “Montagne di una vita” e va letto con calma perché certe emozioni è meglio diluirle per assaporarle meglio.
Quasi come in un diario, Bonatti ricostruisce le sue principali scalate, dalla missione tragica del K2 alle ascensioni in solitaria sul Monte Bianco.
Mi sono dilettato per una quindicina d’anni con l’arrampicata sportiva quindi è possibile che il mio giudizio sul libro sia condizionato dalla passione per uno sport che mi ha cambiato (in meglio). Però, al netto delle ambizioni letterarie dell’autore, questa è una lettura che consiglio agli amanti dell’avventura.
Bonatti era un uomo straordinario, un fuoriclasse dell’alpinismo. Il suo coraggio è degno di essere celebrato.

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gen 18 2012

Cittadini ignavi

Ero a Parigi mentre Palermo, la mia città, si liberava di Diego Cammarata. E la circostanza è stata cruciale per capire la differenza tra una città orgogliosa e una città dimessa. Ovvero tra cittadini attivi e cittadini ignavi.
Parigi è meravigliosa quanto, con le dovute proporzioni, lo è Palermo. Ma è la percezione del bello che cambia da un luogo all’altro. Nella capitale francese tutto quello che funziona si vede, è messo in risalto. A Palermo ci si accorge del prestigio di un museo quando qualcuno decide di chiuderlo.
I parchi, i monumenti, persino i ristoranti, sono parte integrante del tessuto connettivo della comunità a Parigi come in altre città. Tranne che a Palermo, dove non c’è un parco che venga sfruttato come tale, sui monumenti si scrive con la vernice spray e i ristoranti hanno ancora una vocazione prettamente turistica (che vuol dire puntare il più delle volte al deretano del cliente).
La colpa è dei cittadini ignavi che non apprezzano ciò che hanno a portata di mano, perché non sanno, non conoscono, non si incuriosiscono. Una città povera di idee diventa automaticamente più brutta. E le idee sono materia che ha a che fare con gli uomini, mica con i panorami.
E’ troppo facile prendersela con un sindaco, per quanto inadeguato egli sia, come se toccasse a lui tenere pulita la città o organizzare materialmente eventi culturali. E’ molto più impegnativo, ma altrettanto gratificante, scegliere amministratori non ignoranti, seguire ogni tanto gli artisti di casa nostra, esercitare il diritto di critica a volto scoperto.
A Parigi, nel pomeriggio, i ragazzi del conservatorio suonano nella metropolitana per raggranellare qualche soldo. Da noi, se anche volessero e si inventassero una metropolitana, non troverebbero spazio tra mercatini improvvisati e bancarelle di abusivi.
Insomma Parigi val bene una messa, Palermo probabilmente no.

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gen 16 2012

Quando Dio si diverte

Non frequento le chiese, ancor meno le messe. Eppure ieri mi è capitato di assistere alla messa cantata nella cattedrale di Notre-Dame a Parigi. Le voci del coro e la potenza dell’organo a canne mi hanno regalato un’emozione nuova, quella che ha a che fare con l’arte e contemporaneamente con la fede. Poco dopo sono stato in visita alla chiesa di Saint Eustache, bellissima, dove all’interno c’era una grande tavola imbandita per i poveri: gente che mangiava, beveva, sorrideva, chiacchierava a due passi dall’altare.
Secondo me, in tutt’e due le occasioni, Dio si è molto divertito.

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gen 13 2012

Musica in 3D

Non riesco a valutare l’efficacia di questo esperimento di musica in 3D. Necessaria la cuffia.

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gen 10 2012

Ai confini dell’irrealtà

In principio erano due italiani. Poi sono diventati due dell’est europeo. Ora sono due magrebini. Le notizie sui due assassini del barista cinese di Roma e della sua figlioletta sono degne di ampia citazione nell’almanacco delle schizofrenie giornalistiche di casa nostra.
Da una parte la macchina investigativa, coi suoi tempi, dall’altra il circo mediatico, con la sua fretta.
Ci sono giornalisti – personalmente ne conosco diversi – che leggono (?) il pensiero dell’investigatore, lo innestano (!) nell’aspettativa del lettore e fanno germinare una realtà che non scontenta nessuno, ad eccezione delle vittime (che notoriamente non chiedono rettifica).
Nel caso del delitto di Roma non sono in discussione l’incertezza degli identikit e le conseguenti difficoltà nella cattura dei colpevoli, ma la perentorietà con la quale cronisti e redattori imbastiscono versioni che, di minuto in minuto, si squagliano come il gelato al sole di agosto.
Non c’è nulla di strano a scrivere delle ipotesi investigative. L’importante è non sorpassarle a destra in termini di veridicità, con la presunzione di raccontare la storia prima ancora che essa nasca.
Ho il terrore che arrivi un giorno in cui la realtà sia plasmata sul suo resoconto: e ciò che temo – lo confesso – non è tanto l’ingiustizia, ma la noia.

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gen 7 2012

Per una bella serata

Ieri ho rivisto il monologo televisivo sul Vajont di Marco Paolini. Credo di conoscerne alcuni passaggi a memoria e non per caso.
L’orazione civile di Paolini è un pezzo di teatro che andrebbe proposto nelle scuole, col duplice scopo di mostrare come si racconta una tragedia in forma di spettacolo e come lo spettacolo può in qualche modo vendicare le vittime di una tragedia.
Se non avete mai visto il Vajont di Paolini, fareste bene a dedicare una serata libera a questo capolavoro. Se ne trova traccia su Youtube, ma è molto meglio il dvd edito da Einaudi (che contiene anche un libretto). Al limite, se proprio avete una connessione scadente e siete al verde, vi presto la mia copia.

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gen 5 2012

Qualcuno mi avvisi

Quasi un anno fa mi avevano fatto morire in circostanze più equivoche che misteriose. Due giorni fa mi hanno arrestato per droga. Oggi mi hanno scarcerato.

Tutto questo senza che ne sapessi niente.

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gen 4 2012

Il peggiore sms

Ho notato, ma posso sbagliare, che il Capodanno appena passato potrebbe segnare il tramonto dell’sms di auguri. Personalmente ne ho ricevuti molti di meno rispetto allo scorso anno e da quel che ho sentito in giro non è una questione personale.
Tra i pochi messaggini ricevuti ce n’è però uno che riecheggia di una banalità antica, quella dei testi preformattati, preconfezionati, copiati e inoltrati all’intera rubrica senza ritegno.
E’ forse il più brutto che abbia mai ricevuto. Ve lo copio di sotto.

“TNAGRUIEFCELIEANUOVNONO. A causa della crisi economica gli auguri li ho presi all’Ikea. Te li monti tu quando hai tempo”.

 

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gen 4 2012

Complotti

Il filtro di relax anti-notizie della mia ultima vacanza ha funzionato quasi alla perfezione, lasciando passare solo un refolo di polemiche legate alla ormai celebre telefonata della Merkel a Napolitano sui danni causati all’euro dall’ex premier Berlusconi.
Non condivido lo sdegno di chi ha ravvisato, nel comportamento del cancelliere tedesco, una pericolosa violazione di autorità, autonomie, sovranità, eccetera. Se il capo della locomotiva si accorge che nei vagoni c’è chi fa lo scemo mettendo a rischio tutti i passeggeri, ha l’obbligo morale di adottare tutte le contromisure che ritiene opportune.
In più, la Merkel ha detto a Napolitano quel che lui sapeva già. E, resti tra noi, si è comportata meglio del previsto, dopo le guasconate di cui era stata vittima.
Ai berlusconiani che vanno gridando al complotto internazionale, va ricordato che l’unico complotto finora realmente sventato è stato quello ai danni di sessanta milioni di italiani ai quali è stato fatto credere che la crisi era un’invenzione dei mestatori e che per avere prova dello stato di salute di un Paese bisognava andare tra i tavoli dei ristoranti anziché negli uffici del ministero del Tesoro.

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