Autore: Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

La prossima settimana c’è una data alla quale negli ultimi tre anni mi sono preparato con patologica dedizione professionale oltre che, com’è giusto, civile. Ma quella civile, che in qualche modo è collegata al mio mestiere di giornalista, è sempre stata una costante avendo vissuto per questione generazionale in prima fila la stagione delle stragi […]

Leggi tutto

L’articolo pubblicato su la Repubblica Palermo. La distanza imposta per decreto è la nemesi di un mondo che da millenni non ha avuto altro obiettivo che togliere metri e chilometri, ridurre differenze geografiche, avvicinare nel tempo e nello spazio. Ma soprattutto certifica l’abbattimento di quei pilastri sociali che al Sud e specificatamente in Sicilia sorreggono […]

Leggi tutto

Sto scrivendo una cosa che riguarda l’altro. Proprio l’altro, il diverso da noi, il vicino che ci spia o lo sconosciuto che ci ignora da lontano. Ma anche l’altro inteso come altra parte di noi stessi, quella che guardiamo allo specchio e che ci illudiamo di conoscere. Un passaggio fondamentale per occuparsi dell’altro (in questo […]

Leggi tutto

Inebriante. Stasera ho avuto modo di parlare di futuro. Che detta così sa di sfigato o di innovatore for dummies (tipo studente o professore della facoltà più affollata nell’università del web, dopo quella degli scienziati).Invece il tema di ciò di cui ancora non sappiamo che tema avrà è, al di là dell’onanismo sillogistico, una bella […]

Leggi tutto

Abituarsi. Abituarsi significa che un arcobaleno che dura più di dieci minuti diventa un panorama noioso. O che il traguardo faticosamente tagliato si trasforma in uno sbadiglio non appena sul campo di gara cala il sole. Personalmente ho sempre combattuto l’abitudine in due modi. Uno sbagliato, l’altro giusto. Del primo ho pagato conti salatissimi, scommettendo […]

Leggi tutto

Lo ammetto. Tolte le esigenze sportive e qualche seccatura nell’approvvigionarmi di generi meravigliosamente superflui tipo un certo olio di tartufo bianco, una marca di funghi secchi, qualche bottiglia irrinunciabile e altre fondamentali amenità, questo isolamento non mi è pesato troppo. Perché sono comunque un solitario, anche in tempi di pace. Perché pratico lo smart working […]

Leggi tutto

Conosco affetti stabili che lo sono per una schiera di affetti che forse colpevolmente ignorano di esserlo. E affetti provvisori che puntellano esistenze più di ogni legame convenzionale. La stabilità, come valore consolidato rassicurante, è il cavallo facile su cui puntare quando le cose vanno a rotoli. È l’appello di chi non rischia o ha […]

Leggi tutto

Il 10 aprile scorso il New Yorker ha pubblicato un interessante articolo di Katy Waldman intitolato “Dear diary, the world is burning” (“Caro diario, il mondo sta bruciando”) in cui si affronta un tema a me molto caro, quello dei diari. Sono sempre stato un “appuntista”, oltre che un “cassettista” (del mio “cassettismo” compulsivo parlai […]

Leggi tutto

Resistenza alla tentazione di valutare i vizi come virtù. Siamo un Paese che per anni ha premiato i peggiori, umiliando il merito e brandendo una finta uguaglianza dinanzi alla valutazione oggettiva: l’uno vale uno, che non è un’invenzione dei 5 stelle ma è figlio del ’68, ha impoverito classi politiche, consigli di amministrazione, facoltà universitarie, […]

Leggi tutto

C’è un mondo alla rovescia che potrà essere sanato (o salvato?) solo da una misericordia divina possibilmente centrista e post-democristiana. O al limite smemorata. La storia dell’uomo che entra in coma a Bergamo e si risveglia a Palermo è un romanzo che dovrà essere narrato alle generazione future, con la calma e la risolutezza dei […]

Leggi tutto
Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial