car side mirror showing heavy traffic

Il traffico

Il traffico a Palermo non è mai stata un’emergenza. È un termometro. Misura la temperatura sociale della città. Emergenza è qualcosa di improvviso. Il traffico di Palermo, dalle divertenti citazioni cinematografiche all’insopportabile concerto di clacson che accompagna la città dalla mattina alla sera, è endemico come una pianta invasiva: una specie di gramignone di lamiera. Se ne parla perlopiù alzando le spalle, ma quando per altri motivi cresce il tasso di insoddisfazione la percezione aumenta. Basta un mix come quello di questi giorni, tra cantieri, immondizia, pioggia, e si è tentati di inventare nuovi record: “Mai visto un traffico così…”. Invece l’unica cosa che non si è mai vista è una solida autocritica dei palermitani secondo i quali le auto incolonnate sono comunque sempre colpa di qualcun altro, tipo della politica.

Sul traffico a Palermo si sono costruite e decostruite carriere. Molti assessori hanno lavorato di fantasia, come se l’urbanistica fosse una tavolozza sulla quale spennellare. Altri hanno usato il pugno di ferro. Ma il risultato è stato sempre lo stesso: un tentativo di svuotare il mare col secchiello. Ora ci sono i monopattini elettrici che dovrebbero in qualche modo alleggerire la situazione. Eppure ci stiamo mettendo di impegno per non prosciugare la vena di caos che alimenta il nostro traffico quotidiano. E i palermitani in monopattino (io sono stato tra i primi a usarlo in città) fanno la loro parte, abbandonando i mezzi in modo da ostacolare scientificamente la circolazione, congestionando gli ultimi spazi di vivibilità che erano le aree pedonali e impegnandosi a calpestare più regole possibili nella circolazione. Tutto per salvaguardare il gramignone.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

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