Cannibalismo

Il signor Marino Pietro, consigliere comunale di destra di Mazara del Vallo ha un’idea per superare gli steccati delle ideologie, anche quelli della realtà a dire il vero, ma questo è un dettaglio ininfluente. Lui racconta la Storia così come andrebbe studiata all’università della vita anzì del vicolo, cioè senza perdersi in tediose letture: la Storia è la sua storia. Così come l’ha sentita dire, lui la diffonde, anzi la elargisce dall’alto del suo scranno comunale. Quando deve difendere l’intitolazione di strade intitolate a fascisti e affini nella sua Mazara, non trova nulla di più opportuno che attingere alla somma verità: perché non lo sapete che i comunisti mangiano i bambini? Della serie: smettiamola con queste odiose discriminazioni tra criminali.Nella sua appassionata difesa delle ideologie, Marino Pietro risolve in un paio di minuti un dibattito secolare: i fascisti furono peggio dei comunisti? Ovvio che no, almeno i primi mangiavano pulito. E trova persino un colpevole vivente: il famigerato “Cin Cin Pin” che in Corea “fucila chi sbaglia ad alzare il braccio”.Non c’è nulla da ridere (e so che chiedo molto) perché la tesi di Marino Pietro è più seria di quanto sembri. La nuova Storia non è più imbrigliata nelle idee di chi la racconta, non servono studi e analisi, basta un’idea fissa, anche balzana per passare alla versione moderna della narrazione dei fatti che è “la storiella”. Tutto molto più agile, per menti sveglie (e stomaci blindati). Manco di un clic sul web c’è bisogno poiché nel mondo dell’indomito consigliere mazarese anche quello è un ricettacolo di luoghi comuni (lo infastidisce il fatto che casualmente ci si incontra persino qualche verità). No, lui è avanti rispetto a tutto e tutti, indipendente e libero. Libero anche di promettere con levità: “Quando ci saremo noi vi spazzeremo”. Parola di Marino Pietro, consigliere comunale di destra di Mazara, salvatore dei bambini (che detta così è perfetta per l’intitolazione di una strada).

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

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