L’articolo pubblicato su la Repubblica Palermo.

Esistono molti modi di sbagliare su un tema così delicato e attuale come il rispetto delle norme di contenimento del Covid-19. E sono tutti deprecabili. Ad esempio, a chi nel tardo pomeriggio capitasse di percorrere la via Monte Ercta, la strada che da Mondello sale a Monte Pellegrino, potrebbe accadere di imbattersi in una comitiva di ragazzini che, per sfuggire ai controlli anti-assembramento, si dà appuntamento sulla piazzola panoramica che un tempo era territorio di coppiette più o meno clandestine. È un tipo proibito di assembramento – assembramento, la più attuale tra le parole un tempo desuete – che spesso è imbarazzante da censurare. Chi è stato giovane sa quanto è innaturale non far cose da giovani. I giovani non sono creature solitarie e imporre loro di esserlo è un compito da svolgere con garbata fermezza. Ai ragazzi di via Monte Ercta va spiegato che esistono libertà alle quali si rinuncia proprio per poterne (ri)conquistare di nuove.      

Errori. Tutti deprecabili, dicevamo. Ma ce ne sono alcuni più irritanti, come quello dell’immarcescibile Angela Chianello, iconica creatura della tv spazzatura foraggiata in popolarità dall’algoritmo strabico dei social. La signora del “non ce n’è Coviddi” è tornata l’altro giorno sul luogo del misfatto, la spiaggia di Mondello, e infischiandosene del semi-lockdown ha ballato con amici e sodali a favore di telecamera, tutti rigorosamente senza mascherina (probabilmente è un modo per preservare il brand). Anche questo video è diventato virale, arrivando però all’attenzione della Polizia. La Chianello si è beccata una denuncia quasi a clamor di popolo: uno di quei rari casi in cui il problema della giustizia-spettacolo non è la giustizia.