Mi sto occupando per motivi vari di una antica storia di cui qualche anno fa parlai qui: l’invenzione del filo spinato. E mi è venuto in mente il concetto di barriera, un concetto tristemente attuale, geograficamente, politicamente e socialmente.

Le barriere sono nemiche di un principio fondamentale e facile da usare male come quello dell’uguaglianza, che da un lato è il pilastro della società dei diritti e della libertà, ma dall’altro dispensa l’ignorante dall’istruirsi, l’imbecille dal giudicarsi, il delinquente dal correggersi.

Insomma più che preoccuparci delle barriere degli altri, è sufficiente abbattere innanzitutto le nostre. E imparare ad esempio che la disuguaglianza, così come l’uguaglianza, ha infinite declinazioni che non la rendono automaticamente qualcosa di negativo. Riconoscere la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale, i sacrifici, ma anche la fortuna di aver saputo cogliere le possibilità della vita, può essere un’ulteriore garanzia di democrazia.

Del resto il filo spinato venne inventato per proteggere, ancor prima che per confinare.