Nella logica complicata dei dieci comandamenti c’è una teoria di indicazioni, prescrizioni, divieti. In realtà ne basterebbe uno solo: evita di fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Tuttavia un’alternativa interessante è stilare (con un sorriso) un decalogo personalizzato che ha il vantaggio di non essere imposto da nessuno e di derivare da un minimo di esperienza. Ecco il mio.

  1. Presta solo ciò che ti puoi consentire di perdere. Attenzione compresa.
  2. Lavati i denti almeno tre volte al giorno. Le cazzate di una bocca sporca infastidiscono il doppio.
  3. Impara a cucinare. Ti sarà utile quando capirai che mangiare bene è un buon modo di sopravvivere specialmente se non è solo il tuo stomaco a essere vuoto.
  4. Non comprare vino al di sotto dei dieci euro. Il vino del contadino pestato coi piedi lascialo al contadino (che tanto manco lui se lo beve).
  5. Celebra l’amore con la consapevolezza inconfessata che la migliore storia d’amore è quella che finisce. Il resto è gara di sopravvivenza.  
  6. Non uccidere chi dice “un attimino”. Bisogna saper resistere alle provocazioni… e la vita è un attimino.  
  7. Non rubare emozioni. Tesaurizza le tue.
  8. Non condividere nulla di ciò che non conosci o che non hai verificato. L’ignoranza de relato mette a dura prova il rispetto del sesto comandamento.
  9. Cerca di desiderare il meno possibile la donna d’altri. Sono guai comprati peggio di un tre per uno da Lidl.
  10.  La prudenza è una virtù quando si è alla guida di qualcosa o di qualcuno. In altri casi è utile quanto un costumino di cemento se decidi di farti una nuotata in mare aperto.
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