Fake news a 5 stelle

Il legame tra Movimento 5 Stelle e fake news è sempre più netto. Laddove c’erano dubbi e distinguo, ora s’intravede qualche cattiva certezza. La spina nel fianco dei grillini fabbricatori di bufale è sempre Buzzfeed. Come ricorderete – ne ho scritto qui e sul Foglio – già lo scorso anno il sito americano aveva bollato il movimento grillino come “leader nel diffondere notizie false” grazie all’utilizzo spregiudicato di siti della galassia di Casaleggio e Associati come La Fucina, La Cosa e Tze Tze. Nella sua replica sconclusionata, Beppe Grillo aveva negato che questi siti fossero riconducibili al Movimento 5 Stelle, circostanza smentita su vari fronti. Nel loro “Supernova”, un atto d’accusa preciso e feroce al sistema grillino, Nicola Biondo, ex capo dell’ufficio comunicazione del Movimento 5 Stelle alla Camera, e Marco Canestrari, ex informatico presso la Casaleggio Associati, parlano diffusamente di come l’aggregatore Tze Tze riprendeva notizie sensazionalistiche usate per fare click baiting, di come per lungo tempo sulla barra destra del blog di Grillo ci sia stata una colonna di articoli da Tze Tze e dei video della Cosa, di come dai profili social di Grillo siano stati spesso ripresi i contenuti de La Fucina. “Tutti prodotti editoriali della Casaleggio Associati – scrivono Biondo e Canestrari – che generano introiti attraverso le pubblicità. Tutti prodotti editoriali che diffondono, tra le altre cose, fake news”. La replica di Grillo non solo è carta straccia, ma contiene un elemento che per ironia della sorte gli si ritorcerà contro un anno dopo. Dice Grillo, nel tentativo di smontare le accuse americane: invece di scrivere fesserie pensate a fare un articolo sulla libertà di stampa bla bla bla… e cita come sempre a sproposito la famosa classifica di Reporter senza Frontiere. Ma l’anno seguente Reporter senza Frontiere chi indica come pericolo per la libertà di stampa in Italia?
Il Movimento 5 Stelle.
That’s incredible!
Andando ai giorni nostri sempre Buzzfeed ha scoperto che dietro la pagina Facebook #Virus5Stelle che ha diffuso l’ignobile fake news sulla Boldrini e la Boschi ai funerali di Riina c’è un tale Adriano Valente. Un signor nessuno, direte voi. Un signor nessuno che gestisce anche pagine tipo: Politici mafiosi, Beppe Grillo for President, M5S News e Governo M5S 2017. Un signor nessuno che soprattutto viene taggato in un post dal candidato premier Luigi Di Maio. E non viene taggato a casaccio, dato che è inserito in una pattuglia di 39 nomi scelti su oltre un milione di persone che seguono la pagina.
Se tenete conto che pure nel profilo di Mario De Luise, il primo scoperto a diffondere la famosa foto falsa, si inneggiava al M5S, siamo in prossimità di una convergenza del molteplice. Quindi o c’è un complotto di finti seguaci del Movimento che s’immolano come kamikaze nelle contrade della post verità per far strage di credibilità proprio dentro il santuario del grillismo, oppure siamo davanti alla più grande e pericolosa macchina di disinformazione della moderna storia d’Italia.

  

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