La cultura dello scaricabarile

expo siciliaUn estratto dall’articolo su la Repubblica di oggi.

Quando nel settembre scorso venne firmata la convenzione tra la Regione siciliana ed Expo Milano 2015 per il cluster Bio-Mediterraneo i comunicati ufficiali celebrarono, in toni trionfalistici, il primato di un’istituzione pubblica italiana: nessuna regione sino ad allora si era cimentata alla guida di un settore dell’esposizione universale. Quando cinque giorni fa vennero diffuse le immagini dei padiglioni sporchi, allagati e disadorni tutto fu più chiaro. Esportiamo sciatteria, diffondiamo la cultura dello scaricabarile: a quale primato potremmo mai puntare se non a quello delle occasioni sprecate?
Il destino è spesso nelle parole. Cluster vuol dire gruppo, e dare agli amministratori siciliani un gruppo da coordinare equivale a titillare la loro naturale inclinazione a diluire le responsabilità: più si è, meno si è chiamati a rispondere. Infatti così è andata. Quando ci si è svegliati, il giorno dell’inaugurazione, con i locali allagati, le segnaletiche inesistenti, (…) è subito partita la caccia al colpevole in pieno stile siculo: la vera colpa è quella dell’altro. In realtà non servivano commissari, commissari di commissari, consulenti dei commissari di commissari, ma esseri umani che sapessero tenere gli occhi aperti. Che cosa hanno visto le truppe di dirigenti della Regione che per mesi sono state inviate a Milano con discreto dispendio di fondi pubblici? Come mai ci si è accorti solo adesso che la baracca veniva tirata su male? Per tempi, schieramento di forze e disponibilità economiche la missione siciliana all’Expo era una cosa difficilissima da far male. E invece – miracolo! – siamo riusciti a farla peggio.

  

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