Il Comune che brilla per indecisionismo

image

Un estratto dall’articolo di oggi su La Repubblica.

Pensavo fosse amore invece era una esse. Esse di sperimentazione. La Favorita, di cui il sindaco Orlando si dice grande estimatore, riapre al traffico nei fine settimana poiché l’esperimento di pedonalizzazione è stato dichiarato concluso. Il provvedimento della giunta, tipico caso di decisione presa a tentoni, ha subito vari rimaneggiamenti che probabilmente coincidono con le fasi umorali dei suoi estensori: prima indicava una fascia oraria, poi un’altra, prima prevedeva un corredo di manifestazioni, poi no. Il verde di tutti e la terra di nessuno. Una corsia aperta, l’altra chiusa.
Esse di socchiusa.
Adesso la giunta sospende ogni decisione nell’attesa che i palermitani sopperiscano alla “mancata abitudine all’utilizzo di percorsi alternativi alla Favorita per rientrare da Mondello”. Cioè si aspetta che l’automobilista di questa città, notoriamente refrattario a ogni novità, impari a rispettare un’ordinanza. Unico caso planetario in cui i passi di un’amministrazione comunale dipendono dalle capacità cognitive, dalle sensazioni e, perché no, dal ghiribizzo dei cittadini.
Quando si tratta di pedonalizzazioni, al Comune si scatena una pulsione collettiva di democrazia, una voglia di condivisione quasi imbarazzante. (…)
C’è grande tensione in queste ore all’assessorato Mobilità data l’imminente creazione (sperimentazione?) delle isole pedonali di piazza Bellini, piazza Pretoria, piazza Sant’Anna e della Fiera Vecchia. Con solenne squillo di trombe è stato annunciato “un mese di dialogo coi cittadini” per arrivare al coinvolgimento giusto, per trovare il magico groove. I più attenti interpreteranno in questa mossa il ripristino di un surrogato della concertazione, i più annoiati ci troveranno solo triste, incommensurabile, incertezza. Perché l’esercizio della democrazia richiede un solo requisito inscalfibile, le idee chiare, e qui di chiaro non c’è neanche l’intenzione: un’isola o un ghetto? Pedoni o ostaggi? Passeggiata o salto triplo tra le immondizie?
Il rischio vero, senza ricorrere a sondaggi, appelli nominali e adunate di quartiere, è di tipo civile. E cioè che si prendano decisioni sulla base di numeri estemporanei. Della serie: quanti ciclisti ci sono alle quattro del pomeriggio alla Favorita? Se sono meno di dieci, via alle auto e li arrotino pure.
Se si cederà a questo tipo di ragionamento – già esiste un vasto movimento di opinione che preme per la conta dei runner o per il censimento delle famiglie che realmente usufruiscono del parco ingiustamente sottratto alle auto – il progetto di sterminio della civiltà in questa città sarà compiuto. E’ facile immaginare le conseguenze dell’esportazione di questo metodo. Interi quartieri modellati sulle esigenze della maggioranza degli abitanti: abolizione dei marciapiedi, biciclette al rogo, ambientalisti in esilio, dittatura dei carburatori.
Esse di sisalvichipuò.

  

Leave a Reply