Europee, l’importante è stupire

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Un estratto dall’articolo di oggi su La Repubblica.

Quello che mediaticamente ha la strada in discesa è Giovanni La Via del Nuovo Centrodestra. Con un cognome che è quasi un calembour perpetuo, “la via per l’Europa” è facile da indicare, almeno a giudicare dalla sua pubblicità elettorale. Quello che dovrà faticare di più è invece Antonio Mazzeo di Bronte, candidato alle Europee per la Lega Nord, semisconosciuto al web e per di più oscurato per presenza mediatica da un suo omonimo, Antonio Mazzeo di Messina, ecopacifista in corsa con la lista Tsipras.
Manifesti (pochi), siti internet (qualcuno), account Facebook (moltissimi): in Sicilia la campagna elettorale per le prossime Europee sonnecchia tra citazioni maccheroniche, videoclip grotteschi e piccoli incidenti diplomatici.
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La guerra degli slogan non lascia intravedere raffinate strategie. Da sinistra a destra è un fiorire di frasi secche, pregnanti come un silenzio di Celentano. Il più profondo contenuto semantico è quello che scaturisce dai manifesti di Francesco Cascio, Ncd: “In Europa Cascio”. Segue quesito esistenziale: e nel mondo no?
Francesco Attaguile, 68 anni, ex sindaco di Catania, ed ex molto altro prima di approdare nella scuderia di Mario Monti con Scelta Europea, informa dal suo profilo Facebook: “Corro per la famiglia”. Si spera non solo la sua.
“Europei non tedeschi”: lo slogan sotto la faccia a mezzo sorriso del segretario nazionale di Italia dei valori Ignazio Messina, ha scatenato l’ironia del web (“Messina non messinese”) ma soprattutto ha fatto arrabbiare quelli del Süd-Tiroler Freiheit e il sindaco di Abano Terme che coi turisti tedeschi ci campa.
Citare è un po’ rubare e rubare le parole è consentito per una buona causa come quella di un posticino al Parlamento europeo. Salvo Pogliese, candidato per Forza Italia, ostenta il suo “cuore siciliano”. Poi, nel suo sito, copia e incolla la frase finale di Gandalf ne “Il signore degli anelli” di Tolkien: “Altri mali potranno sopraggiungere… Ma non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo…”. Della serie, fantasy al potere.
La butta sulla musica Mario Cicero, in corsa con la lista Tsipras che ha scelto come motto “Il mio voto libero”. Riferimento più che intuitivo a “Il mio canto libero” di Lucio Battisti. Però chi glielo spiega a Cicero che Mogol quel testo lo scrisse dopo la separazione dalla moglie e che quindi non trasuda proprio di passione civile?
Il web è libertà e le bacheche telematiche sono magici raccoglitori di pensieri sparsi. Ignazio Corrao, candidato del Movimento 5 stelle, si presenta così: “Dormo poco e sono tremendamente idealista”. E non scioglie il dubbio su quale delle due sia la sua caratteristica vincente.
Mirko Valenti, candidato palermitano della Lega Nord, su Facebook confessa: “Passare una serata tra camerati, mangiare, bere, parlare, ridere e scherzare… Amici questo è il nostro stile, anche questo è cameratismo”. Insomma gioia di vivere e una spruzzata di dolce vita: è il famoso cameratismo con vista.
Infine ci sono i maghi dei video. La catanese Ylenia Citino, nelle liste di Forza Italia, è autrice del libro “Partiti a tutti i costi”. Nel suo blog campeggia il booktrailer del volumetto in cui si parla di lotta alla corruzione, di finanziamenti illeciti e di reati fiscali. La prefazione è di Silvio Berlusconi in persona, e non è una battuta.
Marco Zambuto, sindaco di Agrigento candidato del Pd, ha messo online un filmato in cui si rivolge in milanese ai lombardi per attaccare la Lega. Il messaggio è rivolto a Salvini e Bossi, tuttavia il timore è che lo capisca solo Lino Banfi.
Ma la testimonianza più toccante resta quella di Massimo Romagnoli, protagonista di una clamorosa fuga in avanti quando credeva di essere candidato per Forza Italia: riempì la Sicilia di manifesti col suo mezzobusto affiancato da un ammonimento memorabile: “Basta, ora in Europa si cambia musica”. Sul suo profilo Facebook il link più recente è ancorato al 26 marzo, quando Romagnoli non sapeva di essere stato escluso dalla lista. C’è un video di lui che parla a Capo d’Orlando, preceduto da sigla e voce fuori campo: signore e signori, ecco a voi… Lui sbuca tra le bandiere sventolate da tre anziani della clacque e pronuncia una frase divenuta fatidica: “Ormai l’Europa è la nostra unica speranza”. Chissà se si è ripreso.

  

One Comment

  1. la pianista
    Mag 18, 2014 @ 23:29:09

    Grande grande grande cognato!!!
    Lo aspettavo da tempo questo articolo!

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