Cretino

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Si scatenano dibattiti, si mobilitano le segreterie dei partiti di mezzo mondo, ne parlano i giornali, ci si infognano i governi. A pranzo se ne discute a tavola, a cena sul divano. In ufficio e con gli amici è un argomento sempreverde, in tv è un riempipista. Non c’è categoria professionale che possa ignorarlo, perché è ovunque e comunque.
Eppure basterebbe poco per spegnere il suo interruttore, un clic che lo estingua senza traumi e violenze: non argomentare più, non impegnare più il nostro prezioso cervello per un argomento e una persona che non valgono neanche uno sbuffo di impazienza.
Dopo la cazzata sulla Shoa, di Berlusconi basterebbe dire ormai una sola, inequivoca parola.

Cretino.

Pubblicato da

Gery Palazzotto

Palermo. Classe 1963. Sei-sette vite vissute sempre sbagliando da solo. Sportivo nonostante tutto.

Un commento su “Cretino”

  1. La vista posteriore non muta il giudizio, tutt’al più amplifica il senso del vuoto. Come scrisse Bierce “l’idiota ha sempre l’ultima parola, le sue decisioni sono inappellabili”.

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