Mai più gratis

Gratis

Da sempre conduco una battaglia solitaria contro il gratis. Anche se va detto che c’è gratis e gratis. Una cosa, infatti, è il non farsi pagare, un’altra è il non essere pagato.
Più volte ho svolto il mio lavoro in forma gratuita, ma solo quando non mi è stato richiesto. Il dono è infatti cosa molto diversa dal furto: perché chi vuole da te una prestazione o un manufatto pretendendo di non pagare, è un mezzo ladro.
Nel campo dell’editoria il gratis è la (triste) regola. Anche se hai un’età e un curriculum, c’è sempre quello che ti chiede di scrivere per la gloria omettendo di dirti che con la tua gloria lui in realtà ci mangia. E’ per questo che oggi, a fronte di tutto ciò che mi viene proposto, leggo e scrivo solo quello che mi va e non me ne frega niente della caratura di chi mi chiede di farlo. Nel senso che posso rifiutare di far gratis una cosa per un’azienda blasonata, perché è un lavoro noioso o perché mi è stato proposto nella maniera sbagliata, e invece regalare la mia opera a un perfetto sconosciuto, perché si tratta di un progetto di stimolante o per semplice simpatia.
Lo dico ai giovani. Il gratis è stato e viene ancora usato come occasione di promozione professionale, ma in realtà – escluso il puro volontariato – è solo perdita di tempo ed energie. Ciò che si paga ha un prezzo, ciò che ha un prezzo ha una qualità facilmente misurabile, ciò che ha una qualità misurabile dà libertà.

  

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