De Girolamo, tutto come da copione

Nunzia De Girolamo

C’è nell’autodifesa della De Girolamo tutto l’archivio del perfetto politicante berlusconiano, dove per berlusconiano si intende uno stile di vita, un’impronta di carriera.
Innanzitutto il richiamo al complotto. Mai che ci scappi un inciampo reale, un errore da ammettere, uno strafalcione di cui fare ammenda. No, se il pb (politicante berlusconiano) viene beccato con le mani nella marmellata la colpa è sempre di chi ha piazzato lì il barattolo e non di chi ci ha infilato abusivamente le dita. Poi la sviolinata sui valori familiari. Tutti teniamo famiglia, ma quella del pb è sempre più esigente, più illustre, più intonsa. In caso di sventura, si materializza puntualmente, nell’orazione pubblica del pb, un figlio a cui tramandare un valore tipo l’onestà, che usualmente fa a cazzotti con la condotta nota del soggetto in questione. Puntuale inoltre arriva il pippone sulla privacy, un diritto che solo in Italia viene brandito come un’arma impropria. Se a casa tua dici schifezze del mondo, non gliene frega niente a nessuno, ma se dici schifezze di un mondo che vuoi condizionare grazie alla tua carica elettiva allora il discorso cambia e il tuo diritto alla riservatezza si infrange sul mio diritto a chiederti conto e ragione di tutto ciò che trami.
Infine il vittimismo. Lesa la mia dignità, messa alla gogna… Tutte frasi irritanti per noi comuni mortali, non pb, che non manovriamo appalti, che non guidiamo transumanze di voti, che sbarchiamo il lunario faticosamente. La dignità si protegge anche tra le mura di casa. La gogna è di conseguenza.

  

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