Oggi è sparito dalla gerenza del Giornale di Sicilia (e del sito) il nome di Giovanni Pepi, condirettore da oltre trent’anni della gloriosa testata siciliana. Esce, almeno ufficialmente, di scena per pensionamento uno dei protagonisti dell’informazione isolana, un giornalista che si è distinto per le sue posizioni iper-garantiste e per una certa abilità nel sapere affrontare le maree della cronaca: dalla guerra alla Rete di Orlando, alla lettera contro le sirene dei magistrati, dall’assist alle posizioni di Salvo Lima agli improvvidi “buchi” in tema di mafiosi pentiti. La comunicazione alla redazione è stata asciutta e impersonale, una lettera di poche righe: nulla invece è stato detto ai lettori che stamattina hanno potuto intuire il cambiamento solo dopo aver sbirciato nella gerenza, a pagina due.


Per il Giornale di Sicilia è un’occasione – forse l’ultima – per compiere quella virata, strategica e culturale, che potrebbe rimetterlo in comunicazione con l’altra Palermo e l’altra Sicilia. Quella fetta di popolazione che per anni il quotidiano ha ignorato o trattato con sufficienza e dalla quale, dati alla mano, è stato progressivamente abbandonato.
Buon lavoro ai colleghi, bravissimi. E buon lavoro al direttore Antonio Ardizzone, che da oggi dovrà fare a tutti gli effetti – e per la prima volta – il direttore.