Vento di nulla

Negli ultimi giorni c’è una recrudescenza di apparizioni di Flavia Vento in tv. Nello specifico la colpa è di Cristina Parodi, ma non è questo il punto.
E’ fondamentale, almeno per me, capire perché Flavia Vento ha spazio in televisione.
Sono ben conscio che nella ricerca di una risposta il ragionamento potrebbe arenarsi contro la tipica frase: perché ci sono altre come e peggio di lei. Ma questo non basta e non dà la misura del fenomeno.
Al di là dei paragoni, infatti, credo che il caso di Flavia Vento sia emblematico in questo Paese, dal momento che la signora in questione non ha alcun merito artistico, non dice cose interessanti, non eccelle in alcun campo, non ha un ruolo, non ha una estetica da primato, non svolge attività degne di pubblico interesse, non ha una cultura da mostrare.
E allora perché la si invita in tv?
Semplice. Perché è l’immagine rassicurante del qualunquismo che livella verso il basso discussioni che devono rimanere basse per esigenze di audience. La Vento sa tutto di nulla quindi è l’ospite ideale di qualunque programma in cui si debba discettare del sesso degli angeli. E non solo: discute con passione, si accapiglia, combatte coraggiosamente. Solo che il suo furore è pagato dall’incoscienza.
Flavia Vento è l’acrobata senza talento e senza rete che strappa applausi agli illusi catodici. Ogni sua apparizione in tv ha il fascino cruento della morte in diretta. Solo che – a ben vedere – lei sta benissimo nella sua beata ignoranza e i morti sono quelli col telecomando in mano.

P.S.
Ho volutamente tralasciato l’aspetto “politico” della vicenda perché il fatto che Flavia Vento stia tentando di fondare un suo partito, o movimento, va valutato con attenzione. Ad esempio, dedicarvi un post scriptum è già troppo, ma non farlo sarebbe stato un peccato di ottimismo.

  

One Comment

  1. giuSycilia
    Dic 06, 2012 @ 11:53:43

    anni fa, io e il mio compagno,ci siamo spiegati così anche il successo di alcuni politici assolutamente mediocri in cui l’elettore medio rifletteva se stesso, “l’immagine rassicurante del qualunquismo che livella verso il basso”, non potevi usare espressione migliore!

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