Bersani e Grillo si contendono uno spazio a sinistra. La Russa, Storace e Fini sgomitano per lo stesso motivo, ma dal lato opposto. Basterebbe solo prendere in considerazione il peso specifico dei personaggi per desumere la vacuità di concetti come destra e sinistra, che appartengono a un passato in cui la politica era ancora fatta di idee più che di posizioni da occupare. E oggi che i posti a sedere sono esauriti, ci si accapiglia per uno sgabello, per uno strapuntino nell’arena dei privilegiati. 
Berlusconi ci ha insegnato l’arte dell’invenzione nel rapporto tra governo e cittadini. Tutti gli altri, sopravvissuti e/o complici, l’hanno applicata a se stessi senza nemmeno prendersi la briga di dare un titolo nuovo allo spettacolo. Che a destra e a sinistra è quindi irrimediabilmente, inesorabilmente, tristemente uguale.

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