Prima ero vegetariano, poi con il passare degli anni ho imparato a mangiare qualche animale morto a carne bianca. E l’ho trovato anche gustoso.
La prima delle tentazioni a cui cedetti fu un’aragosta. Carne bianca, quasi mi sembrava un vegetale. L’ho mangiata per la prima volta una decina d’anni fa, senza però mai toccarla con le mani.
L’altro giorno me ne è capitata una sul piatto, piccola e gustosa. E’ stato un attimo. Con la forchetta ho raccolto quel che ho potuto, dopo mi è venuto spontaneo usare gli attrezzi che mi erano stati forniti dal cameriere. E ho attaccato la succulenta preda: in pochi secondi me la sono ritrovata tra le dita, schifosamente squisita. Per la prima volta avevo le mani sull’animale, lo sezionavo con brutalità quasi cannibale (almeno così mi vedevo).
E’ stato bello come una prima volta inconsciamente inseguita ma voluta. Un piccolo passo che i miei amici, implacabili commensali e spacciatori di preziosi consigli culinari, hanno sottolineato con affettuoso sfottò.
Che ci volete fare, tutto si perdona agli ex vegetariani fuorché il coraggio di voler diventare ordinari.

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