Ci sono giornali

Ci sono giornali che, come ha fatto il Giornale di Sicilia un paio di giorni fa, annunciano tardivamente una svolta moderna, telematica, supergiovane.
Il succo del discorso è questo: siccome c’è la crisi e non ci possiamo fare niente, siccome c’è internet e non ci possiamo fare niente, siccome siamo comunque bravi anche se perdiamo milioni di copie e non ci possiamo fare niente, noi che siamo moderni, telematici e supergiovani vi regaliamo un giornale sempre “più nuovo”.
E in cosa consiste la novità?
Nell’annunciare che ci sono una pagina di Facebook e un profilo Twitter (addirittura!) ai quali fare riferimento per segnalare notizie e/o disservizi e, soprattutto, nel riportare sul cartaceo i commenti che alcuni lasciano sui siti web.
Che, se ci pensate bene, è una cazzata di proporzioni ciclopiche. In pratica uno paga per comprare un prodotto “rinforzato” con materiale preso a caso da internet, cioè già noto e già diffuso gratuitamente giorni prima. Roba da “manuale di come non si fa”.
Non voglio fare la figura del solito sfascista, però se invece che alle solite cariatidi (direttori stagionati che non distinguono un computer da una pentola a pressione) gli editori si rivolgessero a giovani esperti di web (ce ne sono di bravissimi a costi tutto sommato contenuti), probabilmente eviterebbero di fare certe figuracce coi lettori che sono appena capaci di intendere e di volere.
Il trapianto dei contenuti del web sulla carta non ha mai funzionato e mai funzionerà se non è gestito con accortezza. E accortezza vuol dire cultura, esperienza, conoscenza.
Un esempio, che è anche un suggerimento (gratuito), a questi avventurieri dei new media. Se proprio decidete di copiare e incollare sul giornale i commenti dei lettori di un sito web, fate un minimo di lavoro supplementare per far capire al lettore che quel compito non l’ha svolto una segretaria, ma un giornalista: informatevi su chi sta dietro ai nickname (non ci vuole molto), fornite un’informazione in più,  non scrivete ad esempio “questo dice Farfallina89”, ma “questo dice Farfallina89, ginecologa ad Agrigento”.
E poi condividete, linkate, consultatevi con chi ne sa più di voi.
Se invece pensate di fare tutto da soli, col vostro foglio, il vostro sitino, la pagina Facebook gestita da un paio di orecchianti, il Twitter che rantola più che cinguettare, siete sulla buona strada. Senza uscita.

  

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