Pur essendo un tifoso, non mi sconvolge la provocazione di Monti che ipotizza uno stop generale del calcio italiano per un paio d’anni, il tempo di azzerare scandali e viziacci. Potrei essere anche d’accordo a patto che quello proposto dal premier sia un modello.
Azzeriamo pure tutti i consessi, le organizzazioni, i sodalizi, gli organi elettivi, i vertici, le società che non funzionano. Fermiamoli e aspettiamo che il motore si raffreddi prima di cambiare gli ingranaggi consunti. Verifichiamone in tal modo il reale peso sulla società: niente niente si scopre che si può far a meno di qualcosa di costoso e che ciò che sembrava necessario è invece superfluo.
Un Paese senza calcio può vivere benissimo. A patto che non ci si illuda che il calcio ne incarni in toto i vizi e i difetti.

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