Ieri mattina ascoltavo Rtl quando i due conduttori del programma hanno annunciato un collegamento telefonico con la dottoressa Rosaria Barresi, una dirigente della Regione siciliana che doveva parlare dei problemi delle arance di Ribera. Da siciliano (e da divoratore di arance di Ribera) ho alzato il volume della radio.
Non lo avessi mai fatto.
La dottoressa Rosaria Barresi ha parlato con toni e modi scostanti e non è riuscita a far capire nulla agli ascoltatori. I due intervistatori inutilmente le chiedevano “che vuol dire?” oppure “cioè?”. Lei col suo burocratichese scocciato diluiva parole svogliate, come se l’avessero disturbata mentre si faceva la messa in piega dal parrucchiere.
Il governatore Raffaele Lombardo – lui o uno dei suoi numerosi consulenti – dovrebbero stare attenti a come i dirigenti si porgono in pubblico. Io da siciliano credevo di essermi solo innervosito un po’ nell’ascoltare la performance radiofonica della dottoressa Barresi. In realtà c’era anche un senso di vergogna nel sentirsi mal rappresentato da una che non solo si spiega male, ma non ha nessuna voglia di spiegarsi meglio.

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