Vi prego, donne italiane, che siate mie amiche, lettrici di questo blog, o che siate capitate qui per caso, oggi è la vostra festa, ma fate finta di niente.
La festa della donna, degna e plausibile ricorrenza, lasciamola al passato.
Siamo nel 2012 e sappiamo tutti che le vostre rivendicazioni non trovano – non hanno mai trovato – sponda in un anniversario che per molte, per la stragrande maggioranza, si riduce a una cena con le amiche e via.
Per le cose serie giocatevela, anzi giochiamocela, su un tempo lungo ben più di un giorno che non è più inverno e non è ancora primavera. Spalmiamo il problema delle pari opportunità su dodici mesi e più. Tra persone civili abbiamo, nonostante le meravigliose cose che biologicamente ci dividono, una fondamentale dote comune: sappiamo indignarci allo stesso modo.
Facciamo in modo che l’8 marzo non sia una festa, ma un giorno qualunque. E che l’anniversario di un’auspicabile liberazione sia festeggiato ogni giorno in un crescendo di conquiste, di successi.

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