Silvio, che ci canti?

Silvio Berlusconi rilancia, si prepara a una nuova marcia sulla nazione e addirittura tira fuori dal cilindro un nuovo inno. Il passaggio cruciale della fondamentale opera artistica è:

“Noi siamo il Popolo della Libertà, gente che spera, che lotta e che crede nel sogno della libertà”.

Pare che per giungere a questa mirabolante sintesi di note e parole sia stato determinante l’apporto dell’onorevole Maria Rosaria Rossi (chissà se ha anche ballato). Anche se a occhio la rima così ricercata ricorda più Fabri Fibra che una elegante parlamentare (anche se J-Ax minaccia querele per plagio).
Il passato comunque è difficile da dimenticare e il vecchio inno di Forza Italia non andrà mai in soffitta, bensì troverà un posto nei cassetti della storia, quella stessa storia che il testo voleva rimodellare. Si cantava infatti:

“Nella tua storia un’altra storia c’è,  la scriveremo noi con te”.

In realtà l’unica cosa che Berlusconi tentò di riscrivere furono le leggi che interessavano l’orchestra tutta, compreso il direttore. Ma questo è un dettaglio che non può appesantire il volo dell’arte.

  

3 Comments

  1. fm
    Feb 21, 2012 @ 12:37:31

    E la gente, la gente che vota, apprezza

  2. Maurizio M.
    Feb 22, 2012 @ 11:58:32

    …ma quale gente che vota apprezza? Una mera illusione! Quelli che votano sono, nel migliore dei casi, stipendiati, gli altri o minacciati, o ricattati oppure ricattabili!

  3. Silvio, che ci canti? | Informare per Resistere
    Feb 22, 2012 @ 13:42:53

    […] direttore. Ma questo è un dettaglio che non può appesantire il volo dell’arte.Visualizza altro http://www.gerypalazzotto.it/2012/02/21/silvio-che-ci-canti/#ixzz1n5vWTkrb  /* ed_Related_Result_Number) && (ed_Related_Result_Number != 0)) { ed_Related_Counter = […]

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