Olimpiadi, il valore di un no

Il no di Monti alle Olimpiadi di Roma testimonia il valore di qualcosa che la politica aveva dimenticato, e cioè la prudenza. Dopo anni di promesse spericolate, di finti investimenti, di strategie criminali, di stanziamenti alla cieca, si riesuma il valore di un semplice, motivato, rassicurante no.
Chi si sgola per gridare allo scandalo oggi, probabilmente dimentica o fa finta di dimenticare che la gestione di grandi e piccoli eventi ha fornito, nei decenni scorsi, appiglio a scalatori spregiudicati della finanza pubblica.
Se siamo con le pezze al culo è anche perché i nostri amministratori sono stati prodighi di sì, sì e sì: come quel tale che al ristorante ordinava tutto, tanto non pagava lui, e tanto mangiò che fini all’ospedale. Solo che loro hanno delegato la degenza a noi.

  

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